Museo nell’ex mattatoio C’è il conto alla rovescia

11 Dicembre 2015

L’AQUILA. Sarà inaugurato nel giro di pochi giorni, certo prima di Natale, il nuovo polo museale all’interno dei locali dell’ex mattatoio, a borgo Rivera. Ieri sono stati completati i collaudi degli...

L’AQUILA. Sarà inaugurato nel giro di pochi giorni, certo prima di Natale, il nuovo polo museale all’interno dei locali dell’ex mattatoio, a borgo Rivera.

Ieri sono stati completati i collaudi degli impianti. Sembra tutto pronto, dunque, per il taglio del nastro.

Dopo numerose difficoltà è stato anche risolto, infatti, il problema delle utenze che ha ritardato di diversi mesi l’attesa apertura.

L’idea iniziale della Soprintendenza era di inaugurare il nuovo museo insieme alla basilica di San Bernardino, lo scorso 2 maggio, alla presenza del ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini.

Un progetto sfumato a causa di ritardi tecnici: nell’ex mattatoio, infatti, non è stato possibile allacciare le utenze di gas, energia elettrica e acqua.

Un problema che si è risolto solo nei giorni scorsi, grazie anche all’attenzione della direttrice del Polo museale d'Abruzzo, Lucia Arbace.

Solo ieri, dunque, sono stati portati a termine i collaudi dei sofisticatissimi impianti della struttura che ospiterà gran parte delle opere che fino al sei aprile 2009 erano esposte all'interno castello cinquecentesco.

Il nuovo museo sarà all’avanguardia sotto ogni punto di vista: dalle piastre antisismiche, alle esposizioni, ai sistemi di sorveglianza e sicurezza.

Gli interventi strutturali per il recupero dell’ex mattatoio comunale sono cominciati nel 2011 e dovevano terminare entro il 2013, ma le difficoltà incontrate lungo il percorso sono state numerosissime, ultima in ordine di tempo la questione dell’allaccio delle utenze, assolutamente necessarie. Basti pensare, infatti, che senza energia elettrica non era possibile attivare la videosorveglianza, nè fare i collaudi.

Non tutte le opere che erano nel forte spagnolo, però, potranno essere fruibili nell’ex mattatoio.

Delle oltre 500 opere d’arte che erano custodite al castello è stata operata una selezione. Ne sono state scelte circa 120, nella maggior parte dei casi capolavori assoluti.

Le rimanenti opere saranno esposte, comunque, per quanto possibile, a rotazione, nelle altre sedi museali, soprattutto al castello di Celano e alla Badia Morronese, in attesa che si concludano i lavori del forte spagnolo.

Tra le opere che torneranno in mostra, il Martirio di San Bartolomeo di Mattia Preti e il Trittico di Beffi.

Nel nuovo museo ogni opera sarà esposta in assoluta sicurezza, con supporti di tipo antisismico, per evitare che si ripeta ciò che è accaduto nel 2009.

Michela Corridore

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