Musica e palloncini, l’ultimo saluto a Sonia

30 Marzo 2021

A Paterno i funerali della 31enne. Il ricordo della sorella. Presenti tre operatori sanitari di Pescara

AVEZZANO. «Il tuo dolce sorriso sarà sempre nel nostro cuore». È lo striscione degli amici del 1988 ad accogliere tra fiori colorati e palloncini bianchi la bara di Sonia Pantoli, l’architetto di Paterno stroncata dal Covid19 a 31 anni. Dolore e commozione all’arrivo del feretro salutato anche dai nipotini della donna. Dietro la bara ci sono mamma Michela, papà Filiberto, la sorella Gina e il compagno Stefano. In tanti assistono alla celebrazione nel piazzale antistante per via delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. «Le parole umane non bastano a consolare i genitori che hanno perso una figlia così giovane», dice nell’omelia don Patrizio Ciccone, «il dolore, il distacco e la sofferenza sono grandi. Per questo dobbiamo invocare la parola di Dio per riuscire a guardare la vita con gli occhi della fede: solo così la vita bella che Sonia ha vissuto sulla terra, per il suo lavoro e il suo amore per la musica, continuerà in cielo come vita eterna».
E mentre i palloncini bianchi vengono liberarti in cielo, un grosso applauso accompagna l’uscita della bara dalla chiesa di San Sebastiano sulle note di una canzone cantata proprio da Sonia. «Oggi sei diventata un angelo», dice la sorella Gina con la voce rotta dal pianto, «guerriera, donna bella e brillante, sorella e figlia meravigliosa. Il 20 marzo abbiamo visto per l’ultima volta i tuoi splendidi occhi verdi. Ci hai mandato un bacio e io ho creduto che ne saresti uscita. Cara Nenna voglio pensare che sei partita per un lungo viaggio in barca a vela, ma tu promettimi che sarai il nostro angelo custode e quello dei miei figli».
Papà Filiberto, poliziotto in pensione, ha voluto ringraziare tutti per la partecipazione. Ai funerali anche Federica, Francesco e Stefano, operatori sanitari dell’ospedale di Pescara dove Sonia Pantoli si è spenta. (f.d.m.)
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