Musica e sbandieratori per la curatrice del Corteo

Commozione a Collemaggio ai funerali della storica dell’arte Giovanna Di Matteo In basilica gruppo Quattroquarti, Compagnia Rosso d’Aquila e Uomini d’arme
L’AQUILA. Sulle note del brano “An Irish blessing”, intonato dal coro polifonico Quattroquarti, tra le bandiere bianche e rosse con il simbolo della città, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, un lungo applauso, interrotto solo dal grido “Viva L’Aquila, Viva San Pietro Celestino”, ha salutato ieri per l’ultima volta Giovanna Di Matteo.
Storica dell’arte e curatrice per 14 anni del corteo storico della Perdonanza, la donna, che tutti ricordano per il suo dolce sorriso, è scomparsa lunedì scorso, qualche giorno dopo aver compiuto 70 anni, all’ex Onpi, dove era ricoverata, dopo aver combattuto per circa un anno con la malattia che l’ha strappata alla vita. «Gentile, disponibile, eterna come le montagne d’Abruzzo, Giovanna era la nostra anima, la città ha perso molto, ma tanto ha guadagnato dalla sua presenza. Il popolo della Perdonanza non la dimenticherà come esempio di generosità e disponibilità per gli altri. Giovanna era e sarà una eterna primavera». Con queste parole, rotte dalla commozione, ha voluto ricordarla al termine della cerimonia funebre il colonnello degli Alpini Pietro Piccirilli, amico fraterno, in abito di Capitano del popolo. Durante l’omelia, il rettore della basilica, don Nunzio Spinelli, ha sottolineato l’impegno profuso dalla donna durante le delicate attività di recupero delle opere d’arte della chiesa, a seguito del terremoto del 2009. «L’ho conosciuta qualche giorno dopo il sisma, perché è venuta a catalogare tutte le opere presenti nella chiesa», ha raccontato il rettore. «Sono passati dodici anni, Giovanna, e queste opere ancora non tornano qui. Passeranno chissà quanti altri anni e oggi tu ancora una volta sei esempio del senso di abnegazione per il tuo lavoro. Furono giorni terribili, che non dimenticheremo mai. Ti ringrazio per quello che hai fatto per questa comunità». Nella basilica erano presenti gli Sbandieratori della Città dell’Aquila, la compagnia Rosso d’Aquila e gli Uomini d’arme. Alle esequie ha partecipato il vicesindaco Raffaele Daniele con fascia tricolore e una rappresentanza del corteo della Perdonanza. Il feretro, preceduto dal Gonfalone medievale della città, è stato scortato fino all'automezzo che ha condotto la donna nel luogo di sepoltura di famiglia, a Roma.
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