Musica in alta quota, la denuncia del Wwf: «Violata ogni norma»

Gli ambientalisti: «Basta con le discoteche in montagna» Per l’evento, il Parco aveva disposto una serie di regole
L’AQUILA. Il Wwf Abruzzo Montano torna a parlare della gestione delle aree incluse nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Gli ambientalisti puntano l’evento musicale in programma per lo scorso 30 luglio bel Rifugio di Montecristo, lungo la strada che da Fonte Cerreto porta a Campo Imperatore. Un evento che, secondo il Wwf, non ha rispettato le prerogative imposte dallo stesso Parco. «In seguito alla nostra segnalazione», spiega il Wwf, «gli organizzatori decisero di rinviare l’evento a date successive per avere prima conferma dall’ente Parco della necessità di ottemperare alle procedure autorizzative di cui avevamo richiesto l’espletamento, nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie». «Il Parco», proseguono gli ambientalisti, «ha dato parere favorevole allo svolgimento degli eventi di intrattenimento per le date del 13, 15, 20, e 27 agosto, dopo aver esaminato il relativo screening di incidenza ambientale. È importante inoltre segnalare come nel parere rilasciato dall’Ente Parco fossero presenti una serie di prescrizioni per lo svolgimento degli eventi». Il Wwf cita, per esempio, il limite per le emissioni sonore a 50 decibel, soltanto tra le 12 e le 19, l’esposizione di cartelli con divieto di fumare, l’accensione di fuochi e il divieto di parcheggiare sulla prateria. Ma dai video diffusi social il Wwf ha evidenziato che «si evince chiaramente come siano state violate sia le tempistiche che le modalità stabilite nelle prescrizioni dell’ente Parco». «Non è di certo intenzione del Wwf Abruzzo Montano ostacolare aprioristicamente il lavoro degli imprenditori che operano nei territori montani abruzzesi; al contempo, però, non ci si può neanche chiedere di rimanere in silenzio quando vengono elusi normative ed accorgimenti fondamentali per la tutela dei fragili ecosistemi dell’Appennino abruzzese. Nel rinforzare il nostro appello a non consentire che le aree intorno a rifugi e ristori del comprensorio del Gran Sasso si trasformino in “discoteche a cielo aperto”, chiediamo sforzi aggiuntivi a tutti gli Enti coinvolti, per le rispettive competenze, per assicurare la compatibilità degli eventi in oggetto con la tutela di specie ed habitat presenti in zona, vigilando in particolare sul rispetto dei limiti imposti alle emissioni sonore e degli orari indicati».
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