Musp del Liceo Cotugno indisponibile, studenti contro i politici: basta promesse

1 Febbraio 2020

La mancata disponibilità della sede (provvisoria) nel Musp ex Filippini agli studenti del Liceo Cotugno finisce nel mirino dei rappresentanti d’istituto e di Consulta provinciale Tommaso Cotellessa,...

La mancata disponibilità della sede (provvisoria) nel Musp ex Filippini agli studenti del Liceo Cotugno finisce nel mirino dei rappresentanti d’istituto e di Consulta provinciale Tommaso Cotellessa, Alessandro Calzolaio, Antonia Melaragni, Luigi Colagrande, Paolo Antonelli.
«Istruzione, no estinzione – recita lo slogan del Miur – ma all’Aquila la ricostruzione? Da anni gli studenti sono in balìa delle promesse non mantenute, delle mancanze della politica, dei crucci della burocrazia, del disinteresse e dell’incapacità delle amministrazioni comunali e provinciali. Nonostante la promessa, poi sfumata, di ricevere il Musp al rientro delle vacanze di Natale», scrivono i rappresentanti, «nonostante le rassicurazioni in merito alla riconsegna di quest’ultimo alla fine di gennaio, la verità è che, come emerso dal consiglio provinciale, gli studenti aquilani non avranno le sedi garantite dall’amministrazione provinciale prima di marzo inoltrato. La mancata consegna del Musp in via Madonna di Pettino (ex sede Istituto Maestre Pie Filippini) entra a far parte dei numerosi precedenti riguardanti la catastrofica situazione delle scuole aquilane di ogni ordine e grado, le quali soffrono la mancanza di spazi adeguati». Gli studenti chiamano in causa la politica. «Quella a cui stiamo assistendo è una pessima lezione di politica: non è possibile che a 11 anni dal tragico sisma i Moduli provvisori diventino scuole a pieno titolo e che per giunta non venga fatta la manutenzione adeguata; non è possibile che le amministrazioni, nonostante le millantate certezze di rientro, si perdano in cavilli burocratici e sottovalutino circostanze quali, la mancanza di regolari certificazioni dell’impianto termico, della documentazione dei quadri elettrici e delle targhe identificative delle caldaie, la presenza di pozzetti esterni visibilmente rotti e di un impianto fotovoltaico in pessime condizioni. Non costringeteci a dire che questa città ci sta stretta».