Nardella: no alle bambole sexy in carcere

26 Maggio 2019

Il sindacalista della Uil Penitenziari: la proposta è offensiva sia per i detenuti che per gli agenti

SULMONA. La Uil Penitenziari dice no alle bambole sexy all’interno delle carceri italiane. L’ipotesi era stata avanzata in maniera informale nei giorni scorsi dal concessionario romano delle bambole e dei sex toys in silicone, che aveva chiesto aiuto ai radicali, che hanno studiato il progetto mettendo a punto uno speciale pacchetto legislativo da far votare a Camera e Senato: una pratica è già in uso nelle carceri americane dell’Arizona.
«Dopo essere venuto a conoscenza della proposta che sarebbe stata avanzata circa la possibilità di fare entrare bambole sexy nelle carceri, pur di rendere percorribile una strada, quella del sesso in carcere altrimenti impraticabile, è da ritenere stravagante e alquanto difficile e da fare accettare agli stessi detenuti», affermarlo Mauro Nardella, segretario confederale Cst Uil Adriatica Gran Sasso. «Non so a chi vengono certe idee. Pensare che in un istituto di pena quali potrebbero essere anche quelli di Sulmona, L’Aquila e Avezzano, possa essere fatto passare un concetto del genere, sinceramente mi toccherebbe come uomo, ancor prima che come poliziotto penitenziario», aggiunge Nardella.
La proposta prevederebbe sesso in carcere con le bambole gonfiabili, ma solo per i carcerati che non hanno commesso reati contro la persona e che sono a fine pena. «Dare un significato a tutti i costi al sesso facendo ricorso a surrogati di donna, non credo rappresenti un buon indirizzo da dare al proprio “io”, figuriamoci al trattamento intramurario», prosegue il sindacalista della Uil Penitenziari. «Non ne ho certezza, anche perché non vivo nella mente dei detenuti, tuttavia 25 anni di lavoro passati all’interno degli istituti di pena mi portano a pensare che gli stessi detenuti non si direbbero favorevoli a una trovata del genere. Il tutto, atteso che non credo rappresenterebbe un bene per loro farsi osservare durante un amplesso con un fantoccio di gomma, visto che la vigilanza in carcere è costante e continua da parte degli agenti. Qualora il tutto fosse vero», conclude il sindacalista-poliziotto, «spero si possa rispedire al mittente una proposta del genere. Ne varrebbe della dignità dei poliziotti e dei detenuti stessi». (c.l.)
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