Nas nelle case di riposo per anziani: emerse irregolarità in otto su dieci

16 Dicembre 2023

Sovraffollamento in alcune strutture, ma niente reati penali. La Asl deciderà se trasferire i malati di Covid Le verifiche anche su condizioni igieniche, somministrazione degli alimenti e posizione dei lavoratori 

SULMONA. Blitz dei carabinieri del Nas nelle case di riposo della Valle Peligna. Sono emerse carenze, non gravi, per otto delle dieci strutture ispezionate, nella mattinata di giovedì scorso, dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Pescara e della compagnia di Sulmona. L’attività, coordinata dalla Procura peligna, è stata quella di verificare, durante le feste natalizie, le condizioni generali degli ospiti, l’adeguatezza dei servizi offerti, l’idoneità e la sicurezza dei locali, oltre che i requisiti igienico-sanitari. Sono stati esclusi reati di carattere penale, ma per alcune case di riposo sarà necessario procedere ad approfondimenti di carattere amministrativo. In una, in particolare, sono stati trovati alcuni anziani colpiti dal Covid, ma tutti adeguatamente gestiti con procedure atte a contenere il fenomeno ed evitare la diffusione dei contagi. «L’unità di valutazione multidisciplinare della Asl dovrà esprimersi in merito alla compatibilità di permanenza di ciascuno di essi», si legge in una nota dei Nas. Si dovrà dunque decidere se procedere al trasferimento degli anziani contagiati in altre strutture, capaci di offrire anche servizi sanitari oltre a quelli socio-assistenziali. I controlli dei carabinieri del Nas si sono anche concentrati sulla capienza e sulla ricettività delle varie strutture passate al setaccio, e in alcune case di riposo è stato proprio riscontrato un sovrannumero di ospiti, oltre a carenze documentali per la mancata applicazione del “manuale di autocontrollo aziendale”. All’attenzione dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni, inoltre, lo stato dei luoghi, la sussistenza delle varie autorizzazioni per l’esercizio delle attività, il rispetto dei capitolati d’appalto nonché gli alimenti somministrati, i requisiti del personale operante, le contrattualizzazioni dei livelli occupazionali, il rispetto delle norme antincendio e la corretta tenuta dei medicinali e dei presidi medico-chirurgici. I militari dell’arma tirano le somme dell’operazione, nell’ambito dei controlli di routine disposti dal ministero della salute, che «è stata svolta simultaneamente in tutte le case di riposo individuate», precisano, «al fine di non arrecare pregiudizio ad alcune strutture in favore di altre». Le singole residenze sono state raggiunte da alcune precise indicazioni e prescrizioni che i titolari dovranno ottemperare. Il report completo, stilato al termine delle ispezioni, è stato notificato all’autorità giudiziaria che dovrà esaminare le situazioni emerse nelle otto strutture oggetto delle segnalazioni, dove però non è emerso un quadro preoccupante e, soprattutto, nessun reato penale, ma solo aspetti di carattere amministrativo.
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