Nasce il codice della ricostruzione Leggi uniformi e procedure snelle

Via libera dal consiglio dei ministri al disegno di legge delega che diventerà un modello nazionale Il commissario Legnini: «Mi auguro che si proceda rapidamente con l’approvazione del testo»
L’AQUILA. Nasce il “Codice della ricostruzione”. Un corpus di norme che, partendo dall’esperienza aquilana, diventerà un faro nazionale. Il via libera del consiglio dei ministri al disegno di legge delega per l’adozione del testo viene definito come «una riforma di portata storica che punta a definire un quadro normativo uniforme per le attività di ricostruzione, con l’attuazione di un modello che garantisca certezza, stabilità e velocità di questi processi, e che al tempo stesso assicuri una ripresa delle attività economiche e sociali nei territori colpiti», come hanno sottolineato Giovanni Legnini, commissario straordinario per la ricostruzione 2016; Fabrizio Curcio (Protezione Civile); Elisa Grande (Casa Italia), che hanno contribuito alla stesura del testo.
la novità
Oggi in Italia sono in corso almeno 7 ricostruzioni post-sisma, ciascuna con le sue regole, le sue procedure, un proprio modello di gestione. Il “Codice” nasce proprio per superare questa frammentazione, che genera confusione normativa e diseguaglianze nei diritti riconosciuti ai cittadini colpiti dalle catastrofi. La delega propone la creazione di un Dipartimento alle ricostruzioni nell’ambito della presidenza del Consiglio, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con possibilità di nomina di Commissari straordinari per le ricostruzioni più complesse, e l’introduzione di uno “stato di ricostruzione”, distinto e susseguente allo “stato di emergenza”. Sarà possibile in sostanza realizzare quel passaggio coordinato tra prima assistenza alla popolazione e gestione dello stato di emergenza, affidati al sistema di Protezione Civile, e la successiva fase di ricostruzione. S’introducono, inoltre, alcuni princìpi nuovi e importanti. Innanzitutto, quello che i processi di ricostruzione non si limitino alla riparazione materiale dei danni, ma assicurino ai territori colpiti anche il recupero del tessuto socioeconomico, ad esempio con gli aiuti alle imprese. Si prevede poi che, in caso di danni molto elevati e di situazioni complesse, si possa attuare una ricostruzione pubblica dei centri urbani e storici dei comuni più colpiti attraverso progetti unitari. Per il rifacimento delle opere pubbliche si prevedono anche semplificazioni e meccanismi di accelerazione, come l’obbligo di utilizzare centrali uniche di committenza.
polizze assicurative
Per la prima volta, inoltre, si apre alla possibilità di introduzione di polizze assicurative private per il ristoro dei danni da sisma, delegando il parlamento a valutare l’eventuale introduzione di forme di indennizzo diverse dal contributo pubblico. Molte delle soluzioni proposte dalla delega sono mutuate dalle esperienze passate, e in particolare dalle più recenti innovazioni nella ricostruzione 2016, come il modello di gestione multilivello delle grandi ricostruzioni, affidate a una Cabina di coordinamento, guidata dal capo Dipartimento o dal commissario, con i presidenti delle Regioni interessate, i rappresentanti dei sindaci e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, con il quale vengono stabilite precise modalità di raccordo nel passaggio dalla fase di emergenza a quella della ricostruzione. Viene poi confermato il modello amministrativo delle attività di ricostruzione, basato sugli Uffici Speciali Regionali, che assistono i comuni anche nella pianificazione urbanistica e attuano gli interventi pubblici più rilevanti, così come quello del monitoraggio, basato sulle piattaforme digitali, e dei controlli di legalità, con il rafforzamento della Struttura di missione del ministero dell’Interno. La nuova struttura della presidenza del Consiglio potrà essere dotata di un contingente di personale tecnico altamente specializzato, ricorrendo a professionalità attualmente impegnate nelle ricostruzioni dell’Aquila, dell’Emilia e del Centro Italia. «Ringrazio il governo per l’approvazione del disegno di legge delega che potrà finalmente essere sottoposto all’esame del parlamento, dove pende già il disegno di legge Pezzopane», conclude Legnini. «Mi auguro che si proceda celermente con l’approvazione del testo».

