Nasce la Scuola del pane a San Demetrio

31 Agosto 2017

Oggi la firma dell’intesa tra le associazioni di categoria e il “Colecchi” nella patria del grano Cappelli

SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. L'arte bianca del fornaio: antichi mestieri, che sembrano scomparsi. Eppure, il mercato ne fa richiesta come figure professionali di eccellenza, che non si trovano più. Nasce con l'intento di rivalutare l'antica tradizione della panificazione aquilana, la prima Scuola abruzzese del pane, che avrà sede a San Demetrio ne' Vestini, patria del grano Cappelli, e la filiale operativa nell'istituto superiore “Leonardo da Vinci-Colecchi”, dove si terranno i corsi pratici per panificatori e pasticceri. Il protocollo di intesa, che darà di fatto il via alla nascita della Scuola del pane, sarà siglato questa mattina, alle 12, nella sede della scuola alberghiera, dai rappresentanti delle istituzioni promotrici: Serenella Ottaviano, dirigente dell'istituto Colecchi, Silvano Cappelli, sindaco di San Demetrio, Roberto Donatelli, presidente della Confcommercio, Celso Cioni, presidente dell'ente bilaterale terziario, Lucio Marinangeli, presidente provinciale Assipan, e Lorenzo Santilli, presidente Camera di commercio dell'Aquila. «La scuola del pane», spiega Cioni, «rappresenta il fulcro di un importante progetto per la qualificazione e la formazione di figure professionali che operino nelle attività di panificazione e pasticceria, superando la frattura esistente tra formazione e lavoro, in un settore che richiede sempre più personale specializzato».
Si tratta della prima scuola del genere, in Abruzzo. Gli studenti frequenteranno lezioni teoriche e corsi pratici sotto la guida del responsabile scientifico del progetto, Giovanbattista Quaglia, ex direttore dell'Istituto nazionale di nutrizione. La scelta di San Demetrio come sede della scuola non è casuale: è qui che, nel 1915, il marchese Raffaele Cappelli, senatore del Regno d'Italia, incaricò il genetista Nazzareno Strampelli di effettuare delle semine sperimentali su alcuni campi di sua proprietà. Ne uscì una varietà di grano autunnale dalle buone qualità di adattabilità, ottime per la panificazione. È il grano al quale, nel 1923, verrà dato il nome di “Raffaele Cappelli”, in omaggio al senatore vestino. Tanto l'esperimento ebbe successo tra gli agricoltori italiani, che le rese di grano passarono dalle 0,9 tonnellate per ettaro del 1920 a 1,2 tonnellate alla fine degli anni Trenta.(m.p.)
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