Nasce un’associazione italo-albanese

L’AQUILA. I Balcani e L’Aquila sono più vicini, grazie alla nascita di Shqiponja, associazione culturale italo-albanese che tutela la tradizione e promuove la cultura dell’accoglienza e della...
L’AQUILA. I Balcani e L’Aquila sono più vicini, grazie alla nascita di Shqiponja, associazione culturale italo-albanese che tutela la tradizione e promuove la cultura dell’accoglienza e della valorizzazione della donna.
Si tratta di una realtà formata da cittadini di cultura albanese e italiani, che vivono e lavorano nel capoluogo abruzzese. Ad annunciare la costituzione della nuova associazione è il consigliere aggiunto al Comune, il kosovaro Nezir Dakaj, tra i fondatori del sodalizio, che sottolinea come tra gli scopi vi sia anche la realizzazione e la partecipazione a progetti di solidarietà e azioni umanitarie, «senza distinzione etnica, nazionale, culturale, religiosa, di genere e orientamento sessuale: quindi non solo per chi proviene dal medesimo background culturale, come albanesi, kosovari e macedoni, ma aperta a tutti coloro che abbiano la voglia e la curiosità di conoscere i nostri usi e costumi. Vogliamo essere un punto di riferimento e di informazione sui doveri e diritti dei cittadini di cultura albanese in Abruzzo e contiamo di rafforzare la partecipazione anche dei cittadini originari di altre culture che vengono a lavorare in Italia: a loro possiamo offrire uno spaccato della cultura albanese, ma anche una miglior conoscenza delle leggi italiane e comunitarie».
Presidente dell’associazione Shqiponja, che in albanese significa “Aquila”, è Bedri Mahmutaj, ristoratore noto in città con il nome di Pedro. «In primo piano», afferma il presidente Mahmutaj, «c’è il desiderio di organizzare eventi che rispecchiano la tradizione culturale della nostra terra, così simile a quella italiana, che sentiamo oggi la nostra seconda patria. Al contrario di altre comunità, quella albanese non tende a chiudersi in se stessa. Molte sono ormai le famiglie miste, segno che l’integrazione tra i due popoli è un modello possibile per affrontare con successo le sfide del futuro, come il tema dell’accoglienza che va risolto attraverso la condivisione di un sistema di diritti basato sul compimento, prima di tutto, dei propri doveri». Si metteranno in campo varie iniziative, a partire da quelle sportive. L’associazione prevede anche la carica di responsabile delle pari opportunità, affidata a Brunilda Mahmutaj. (r.s.)
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