Nasce un centro territoriale per l’accoglienza dei profughi
PESCASSEROLI. Cresce il numero dei migranti a Pescasseroli. Il Comune ha inoltrato alla prefettura la domanda per l’apertura in paese di un centro di accoglienza in grado di ospitare tutti i...
PESCASSEROLI. Cresce il numero dei migranti a Pescasseroli. Il Comune ha inoltrato alla prefettura la domanda per l’apertura in paese di un centro di accoglienza in grado di ospitare tutti i profughi destinati all’intero territorio dell’Alto Sangro. Per i dodici sindaci del comprensorio, infatti, l’applicazione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) in ogni singolo paese è assolutamente impraticabile alla luce della ridotta capacità demografica di gran parte dei comuni montani. E così i sindaci dei comuni di Alfedena, Pescocostanzo, Roccapia, Roccaraso, Villetta Barrea, Opi, Ateleta, Civitella Alfedena, Scontrone, Rivisondoli e Castel di Sangro hanno deciso di sostenere l’attivazione di un centro di “seconda accoglienza” territoriale proprio nella capitale del Parco nazionale d’Abruzzo. Attualmente a Pescasseroli risiedono una ventina di migranti, ospitati in una struttura ricettiva messa a disposizione da una cooperativa privata. Arrivano da Gambia, Senegal e Nigeria. Ma con il progetto dello Sprar, che prevede l’accoglienza di 3 rifugiati ogni mille abitanti, con la possibilità di aumentare le percentuali in caso di più arrivi, il numero dei migranti è destinato rapidamente ad aumentare.
Il Sistema è attualmente finanziato attraverso il Fondo nazionale e prevede anche assistenza e lavoro. (m.lav.)
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