Nassiriya, 14 anni dall’attentato

Pacentro, tra le vittime Franco Lattanzio. Il fratello: «Un ricordo indelebile»
PACENTRO. «Dopo il buio viene sempre la luce ed il ricordo di mio fratello Franco è vivo, come se la tragedia fosse avvenuta ieri». A distanza di 14 anni dalla tragedia la commozione di Tonino Lattanzio, fratello del maresciallo dei carabinieri, che fu vittima dell'attentato terroristico a Nassiriya, in Iraq, è sempre la stessa. Con il maresciallo, originario di Pacentro, restarono uccisi altri quattro militari. «L'Arma non ci ha mai abbandonato», precisa il fratello del maresciallo, «e i colleghi di Franco sono sempre rimasti legati al suo ricordo. Venerdì scorso sono venuti a casa a consegnarci una lettera del comandante regionale dell'Arma che ha rinnovato la vicinanza di tutti i carabinieri al nostro dolore». «Franco ci manca sempre, dopo 14 anni sentiamo il peso della sua assenza, perché quando veniva a casa portava allegria e la sola sua presenza riempiva di contentezza tutti adesso vive nel nostro cuore, il suo ricordo è sempre dentro di noi». La dolorosa vicenda porta anche un insegnamento. «Certo, l'insegnamento tratto da questa esperienza è che nella vita tutto può accadere ma non bisogna mollare», sottolinea Tonino Lattanzio, commerciante di carni assai conosciuto nel quartiere dei Cappuccini a Sulmona, da tutti benvoluto. «Sono esperienze assai dure ma bisogna andare avanti». «L'anniversario cade in un momento in cui tutti stiamo soffrendo per la pandemia in atto», conclude Tonino, «ed il messaggio che voglio inviare a tutti è che il male pure finisce, dopo il buio torna la luce».(c.l.)
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