Natività antica al Munda

24 Dicembre 2016

In mostra le preziose statuette della collezione Antinori

L’AQUILA. Gli abiti di seta e di lana impreziositi da minuziose decorazioni, le scarpe di pelle con la suola di cuoio cucita a mano, le espressioni dei volti che sembrano parlare. Raccontano storie lontane nel tempo le statuette di legno seicentesche appartenute al presepe della rinomata famiglia aquilana Antinori che, dopo oltre duecento anni, torna in città, grazie alla disponibilità della Provincia francescana dei Frati Minori, in esposizione al Munda, il Museo Nazionale d’Abruzzo, diretto da Lucia Arbace.

In tanti hanno partecipato al vernissage per vedere in anteprima la mostra che sarà visitabile fino al 16 gennaio. Una selezione di ventiquattro figure, solo in parte restaurate, appartenuta all’importante presepe monumentale che già sul cadere del Settecento o nei primi decenni dell’Ottocento è arrivato a Lanciano, dall’Aquila, all’interno di una serie di bauli. «A distanza di secoli ancora oggi si conservano oltre un centinaio di pezzi, manichini in legno dipinto e scolpito, con arti snodabili e vestiti di stoffa, che molto raccontano delle tecniche in uso nelle botteghe specializzate nelle diverse arti tra Seicento e Settecento», spiega Arbace. «La preziosa collezione era appartenuta, in origine, all’illustre famiglia Antinori e poi pervenuta, a seguito di legami parentali, alla ricca famiglia Stella Maranca di Lanciano». Rimasto per lunghissimi anni in grave stato di degrado, soltanto negli ultimi anni è stato riportato all’attenzione, grazie alla pubblicazione di un volume, edito nel 2012, a cura di Giacomo e Gaetano de Crecchio. «Si tratta di un insieme di eccezionale livello, rarissimo», continua la Soprintendente. «Tutti gli studiosi sono rimasti senza fiato al cospetto delle immagini pubblicate nel libro delle figure non restaurate, ancora più belle oggi a conclusione dell’intervento conservativo. Stupefacenti sono gli abiti di seta e di lana, con decorazioni. I nobili hanno scarpe di pelle con suola di cuoio cucita a mano. In mostra i pastori restaurati si possono apprezzare nei loro atteggiamenti più tipici e confrontare con le immagini di un video che documenta le fasi di ripristino». L’auspicio è che si approdi presto al completo recupero del presepe Antinori, sull’esempio di quanto già avvenuto per i primi sedici esemplari, recuperati attraverso i restauri effettuati da Antonio Cantone e Maria Costabile, con fondi del ministero. La mostra è organizzata a cura del Polo Museale dell’Abruzzo, è promossa dal Comitato Perdonanza Celestiniana in collaborazione con Amici dei Musei e dei Beni Culturali, Associazione Contrappunto e Associazione Culturale Antiqua. (m.c.)