Necessari altri esami sul corpo di Di Nicola

Trovato morto in un canale, eseguita l’autopsia ma nuove analisi diranno cosa ha ucciso il 33enne
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Eseguita ieri l’autopsia sul corpo di Manuel Di Nicola, ma il medico legale non si è ancora pronunciata sull’esatta causa della morte del 33enne di San Benedetto dei Marsi riservandosi qualche giorno in più per disporre altri accertamenti. Esami che fanno slittare ancora la restituzione della salma alla famiglia e dunque la celebrazione dei funerali.
Resta avvolta da un alone di mistero la fine del giovane padre ritrovato senza vita in un canale del Fucino a sei giorni dalla sua scomparsa. Di Nicola aveva fatto perdere le sue tracce domenica 7 marzo, verso le 20.30, dopo un pranzo in famiglia per festeggiare il battesimo del figlioletto di 9 mesi. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato nel canale della Cintarella, tra San Benedetto e Cerchio. Dopo una prima ispezione cadaverica il medico legale incaricato dalla Procura non aveva riscontrato segni che indicassero una morte violenta, ma per poter eseguire l’esame autoptico la dottoressa Simona Ricci ha dovuto aspettare l’esito del tampone Covid. Le cause della morte sono in corso d’accertamento dunque e il medico legale si è riservata di effettuare qualche altro prelievo istologico da sottoporre a esame di laboratorio per avere un quadro completo e chiaro. Importanti ai fini dell’indagine anche gli accertamenti chimico-tossicologici volti a stabilire le condizioni psicofisiche delle vittima. Bisognerà aspettare 60 giorni per la relazione medica completa. Sulla vicenda la procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Titolare del fascicolo è il pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato che coordina le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Avezzano al comando del capitano Luigi Strianese. Secondo una prima ipotesi investigativa Manuel Di Nicola sarebbe scivolato accidentalmente nel canale incamminandosi a piedi senza telefonino nel buio pesto della campagna, dopo che la Fiat Punto del suocero, ritrovata aperta e con le chiavi inserite nel quadro in località Vitellino, è rimasta impantanata nel fango. Ricostruzione a cui non credono mamma Pasqualina, papà Antonio Francesco e la sorella Domenica, assistiti dall’avvocato Roberto Verdecchia. Perché l’autotrasportatore ha detto alla moglie Marianna Santilli che sarebbe andato a fare una doccia e invece si è diretto in campagna? Aveva un appuntamento? A queste e altre domande stanno cercando di rispondere gli inquirenti. (f.d.m.)
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