«Necessario un servizio sanitario equo e solidale»

25 Marzo 2018

SULMONA. Un servizio sanitario equo, efficace e solidale attraverso un nuovo atto per la salute. La richiesta arriva dai medici cattolici, che in una lunga lettera aperta, a firma di Luca...

SULMONA. Un servizio sanitario equo, efficace e solidale attraverso un nuovo atto per la salute. La richiesta arriva dai medici cattolici, che in una lunga lettera aperta, a firma di Luca Piergiuseppe Pupillo, fotografano un sistema sanitario in crisi, che segue il depauperamento del territorio.
I medici cattolici spiegano in particolare che «nella costruzione delle “reti-tempo-dipendenti”, riferite a ictus cerebrale e infarto del miocardio, è stato approvato il superamento del vincolo del “bacino di utenza” nei casi di discordanza tra i tempi di accesso e il tempo raccomandato dalle linee guida e quando i tempi medi di accesso e intervento risultassero eccessivi e insufficienti a spezzare il circolo vizioso delle disuguaglianze nei confronti del diritto alla salute e alla salvaguardia della vita umana».
Secondo i medici cattolici diventa fondamentale la questione temporale, che in presenza di particolari patologie fa la differenza tra la vita è la morte. «In alcune aree, come le zone di montagna con distanze aggravate da neve e ghiaccio, non omogenea presenza del servizio di elisoccorso, carenze infrastrutturali», avverte Pupillo, «l’ospedale potrà avere funzione di spoke, cioè di terminale periferico e sarà dotato di laboratorio di angiografia interventistica-emodinamica per la rete cuore perché per i soggetti colpiti da ictus cerebrale o infarto del miocardio il tempo è uno spartiacque tra la vita e la morte e può diventare un alleato prezioso o un nemico mortale. Chi ha responsabilità decisionali in campo sanitario», conclude, «deve essere guidato da una forte esigenza etica, da progettualità e lungimiranza». (f.p.)
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