Necropoli, arriva l’illuminazione Si lavora alla scuola d’archeologia

Entro due mesi saranno installati sedici lampioni, ma anche le targhe identificative e le bacheche Il sindaco Boccabella: «L’obiettivo a medio termine è trasformarla in un parco con museo annesso»
FOSSA. «Entro fine ottobre la necropoli di Fossa sarà illuminata». Ad assicurarlo è il sindaco, Fabrizio Boccabella, che sta seguendo da vicino la terza campagna di scavi nell’area archeologica: «In realtà quest’anno le operazioni all’interno della necropoli riguardano principalmente la messa in sicurezza delle tombe rinvenute nelle campagne dei due anni precedenti e la catalogazione dei reperti», spiega. Intanto, proprio nei giorni scorsi, è stata firmata una determina comunale per «l’affidamento dell’incarico per il servizio di manutenzione straordinaria e arredo urbano del Parco archeologico della necropoli». A occuparsi dei lavori sarà la ditta Elux di Aprilia per circa 10mila euro.
ILLUMINAZIONE
Nell’arco di due mesi dovranno essere installati «16 lampioni completi di piastra di ancoraggio, un cestino per rifiuti con posacenere a svuotamento automatico e scritte identificative realizzate a taglio a laser e tre bacheche di dimensioni 95x120 centimetri».
IL PARCO
Un primo importante passo in avanti verso una migliore fruibilità dell’area archeologica. «L’illuminazione riguarderà la parte dell’ingresso alla necropoli e permetterà anche di organizzare qualche evento in serata», spiega il sindaco. «L’obiettivo a medio termine è trasformare la necropoli in un parco, con una scuola di archeologia, un museo e depositi di reperti all’interno dell’attuale magazzino del Comune». Il prossimo step sarà appunto l’incarico per la realizzazione della scuola di archeologia. «Inoltre la Soprintendenza», conclude Boccabella, «ci ha assicurato che sostituirà tutta la recinzione, in modo da renderla più gradevole ai visitatori».
GLI SCAVI
Ha preso il via il mese scorso la terza campagna di scavo della necropoli, che s’inserisce nel quadro della concessione di scavo triennale (2020-2022) chiesta e ottenuta dall’amministrazione comunale di Fossa, in collaborazione con l’università dell’Aquila, nell’ambito dell’accordo di valorizzazione stipulato con la Soprintendenza archeologia dell’Aquila e Teramo. «I lavori si sono fermati la scorsa settimana e riprenderanno il 26 settembre», spiega Boccabella. «Quest’anno è stata fatta la messa in sicurezza delle tombe scavate lo scorso anno, oltre che la catalogazione dei reperti rinvenuti nelle precedenti campagne. Con questa campagna si conclude la convenzione triennale, che ci auguriamo possa essere rinnovata già dal 2023».
LA NECROPOLI
La necropoli di Fossa potrebbe riservare importanti sorprese. L’area sottoposta a campagne di scavo, per il momento, ha permesso di rinvenire circa 500 tombe di tipi differenti risalenti a differenti periodi. Fu trovata casualmente nel 1992. La nascita della necropoli si fa risalire alla popolazione dei Vestini sul monte Cerro, che conserva i resti della cinta di un villaggio risalente tra il IX e l’VIII secolo avanti Cristo. Successivamente, la città di Aveia, in epoca romana, ne ha continuato l'utilizzo fino a circa il I secolo avanti Cristo.
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