Necropoli nell’area di Case Pente Gli ambientalisti: «Ecco le prove»

10 Giugno 2023

Mostrato un inedito filmato sui ritrovamenti di tombe e reperti dove è prevista la centrale Snam Il portavoce dei comitati: «Il cantiere va subito bloccato e la zona sottoposta a vincolo archeologico»

SULMONA. L’immediato blocco del cantiere per sottoporre l’area di Case Pente e l’intera zona che gravita attorno al cimitero di Sulmona a vincolo archeologico. Lo hanno chiesto i comitati cittadini nel corso dell’assemblea pubblica che si è tenuta ieri all’auditorium dell’Annunziata in cui è stato mostrato un inedito filmato sul ritrovamento di importanti reperti archeologici nell’area dove la Snam sta realizzando la centrale di compressione a servizio del tratto di metanodotto Brindisi-Foligno. Filmato e foto che mostrano chiaramente che in quel sito c’è un’importante necropoli italica. «Con questo filmato abbiamo dimostrato in maniera inequivocabile che l’area di Case Pente racchiude una necropoli, risalente all’epoca romana o italica», afferma il portavoce dei comitati Mario Pizzola. Finora sono state scoperte sette tombe e una di queste conteneva i resti di un guerriero. Infatti accanto alle ossa c’era una lancia. In tutte le tombe ci sono vari oggetti, vasi, ciotole, fibule, borchie. «Non c’è nemmeno un archeologo della Soprintendenza insieme a quelli privati incaricati dalla società che sta realizzando questo scempio», aggiunge Pizzola. «La stessa Soprintendenza quando negò l’autorizzazione all’imprenditore Toto che voleva realizzare proprio a Case Pente una cava e un cementificio, scrisse che quest’area è dal punto di vista storico e archeologico una delle più importanti dell’intera Valle Peligna. Sappiamo che neppure il sindaco Gianfranco Di Piero è al corrente di quello che sta accadendo. Chiediamo da subito che tutta l’area, non solo Case Pente ma l’intera zona che gravita attorno al cimitero di Sulmona e del fiume Roto dove nel corso degli anni sono state rinvenute, anche lì dei reperti archeologici, venga sottoposta a vincolo archeologico. È inammissibile», conclude il portavoce dei comitati cittadini, «che venga compiuta questa disastrosa opera che, non ci stancheremo di ripetere, è oltretutto inutile perché il nostro Paese – come è stato più volte dimostrato – non ha bisogno di nuove infrastrutture per il gas».
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