Negozi aperti, il lutto non ferma le attività

6 Aprile 2021

L’ordinanza del Comune ha trasformato l’obbligo di chiusura in un invito, locandine su tutte le vetrine

L’AQUILA . Saracinesche alzate. Dopo 12 anni, la giornata di lutto cittadino per il sisma, proclamata per oggi dal Comune, non sarà accompagnata dall’obbligo di chiusura anche solo parziale dei negozi. L’ordinanza che ha ufficializzato espressioni e gesti di cordoglio per le 309 vittime della scossa nella notte del 6 aprile 2009, tra cui le bandiere a mezz’asta su tutti gli edifici pubblici, ha trasformato la prescrizione di fermare le attività in un semplice invito. Sulle vetrine saranno apposte locandine che ricordano il tragico evento e i cittadini che hanno pagato il prezzo più alto, ma nessun negozio sarà costretto a fermarsi.
Il Comune ha recepito così la richiesta avanzata dalle associazioni di categoria dei commercianti che, nell’ultima riunione del tavolo tecnico convocato dal vicesindaco e assessore alle attività produttive Raffaele Daniele, hanno sollecitato l’attenuazione del vincolo alla luce degli enormi sacrifici imposti alle attività dalle prolungate limitazioni dovute dall’emergenza sanitaria in corso da un anno a questa parte. La scelta ha suscitato il rammarico dei familiari delle vittime, che avrebbero preferito la conferma dell’obbligo di chiusura come segno di costante attenzione e ricordo dei loro parenti. Per il sindaco Pierluigi Biondi, però, negli ultimi anni non c’è più stata una stringente e perentoria indicazione sul blocco delle attività anche solo limitato alle prime due ore mattutine. Sta di fatto, comunque, che la possibilità di tenere aperti i negozi ha creato un caso in città. Alle perplessità dei familiari delle vittime è seguita la risposta dei commercianti alla possibilità offerta dall’amministrazione. Pur continuando a condividere il cordoglio per chi ha perso la vita sotto le macerie e ritenendo indelebile il dolore che ne è scaturito, da manifestare anche con gesti concreti, in molti hanno annunciato l’apertura delle loro attività.
L’ultima a pronunciarsi tra le organizzazioni di categoria è stata Conflavoro che, al termine di una riunione tenuta giovedì, ha optato per lasciare libertà decisionale ai propri iscritti. Oggi, dunque, sarà riscontrabile sul campo la scelta dei commercianti. Non è mancata neppure la polemica politica innescata dalla precisazione fornita dal sindaco sulla obbligatorietà della chiusura rimossa già da anni. Il consigliere di opposizione Giustino Masciocco (Articolo 1) ha evidenziato, invece, che quel vincolo c’è sempre stato, senza alcuna attenuazione, fino all’anno scorso, nonostante l’anniversario del terremoto sia coinciso con la prima ondata della pandemia, con le limitazioni imposte dal governo agli spostamenti e alle attività che potessero creare assembramenti pericolosi. (g.d.m.)
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