Nei guai anche l’ex assessore Panunzi

Il politico avezzanese eletto in Regione dal 1985 al 1995 col Partito popolare
AVEZZANO. La figura chiave attorno a cui ruota l’inchiesta delle Fiamme gialle è quella di Arnaldo Aratari, ex professore di educazione fisica e patron del centro di riabilitazione Medisalus di Gioia dei Marsi, a cui la Guardia di finanza aveva già sequestrato beni per oltre 200mila euro. Già in un’altra inchiesta, era stato accusato di aver percepito per dieci anni una pensione di invalidità. Aratari si è sempre difeso sostenendo che era stata assegnata in quanto inidoneo allo svolgimento dell’attività di insegnante di educazione fisica e non perché invalido civile.
Questa figura si intreccia però con quella dello psichiatra Angelo Gallese, di Avezzano, responsabile del Centro di salute mentale in via Di Gianfilippo (ex via Salto) ad Avezzano in qualità di dirigente di struttura semplice. È molto conosciuto in città ed è stato candidato sindaco ai tempi di Mario Spallone. Impegnato in diversi ambiti, Gallese ha organizzato diversi incontri socio-culturali su temi riguardanti la psichiatria sociale e la psichiatria di comunità e su argomenti di clinica psichiatrica e psicopatologia. Da molti anni è docente di psichiatria all’Università degli studi dell’Aquila al corso di laurea in Scienze infermieristiche e fisioterapia.
Tra gli accusati Gino Arioli, di Ortucchio, medico del pronto soccorso di Pescina, spesso a bordo delle ambulanze per interventi di 118. È impegnato anche in attività di volontariato. Coinvolto nell’inchiesta, poi, Mario Panunzi, ex dirigente della Regione Abruzzo, ex consigliere ed ex assessore regionale del Partito popolare italiano, consulente di aziende private attualmente in pensione. Panunzi è stato eletto in Regione nel 1985, nel 1990 e nel 1995. È stato anche direttore del Consorzio delle cooperative del Fucino. Un altro politico nell’indagine è il consigliere provinciale e comunale Gianluca Alfonsi, estraneo, però, alla questione dei certificati falsi, come ha tenuto a precisare anche il suo legale, l’avvocato Cesidio Di Salvatore. Per l’accusa, Alfonsi ha violato l’obbligo della riservatezza in quanto componente della Finanza. (p.g.)
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