Nei guai il giovane col cellulare di Lorena

È indagato per ricettazione, gli investigatori cercano un collegamento con la 16enne scomparsa
GIOIA DEI MARSI. È accusato di ricettazione il giovane trovato in possesso del cellulare di Lorena Giancursio, la 16enne sparita la sera del 28 maggio dalla casa dei nonni paterni a Gioia dei Marsi. Sulla vicenda vige il massimo riserbo investigativo.
Tuttavia secondo indiscrezioni trapelate, il ragazzo, di origini straniere, sarebbe stato fermato da alcuni agenti della polizia di Stato durante un controllo nella Capitale. Nel corso di una perquisizione nelle sue tasche i poliziotti hanno trovato il cellulare di proprietà di Lorena. Il giovane è stato interrogato, ma le sue dichiarazioni sono per il momento top secret.
Della vicenda è stata informata la Procura di Roma che ora sta collaborando nelle indagini sul caso coordinate dalla Procura per i minorenni dell’Aquila. Un indizio importante per gli investigatori che sono sulle tracce della 16enne da quasi un mese. Gli inquirenti potrebbero essere vicini a una svolta: conoscono l’ambito in cui si muove la 16enne. Almeno è quanto emerso nel corso di un incontro convocato alla Procura dei minorenni per fare il punto sulle indagini. Ora chi indaga sta cercando di capire se ci siano collegamenti tra il giovane fermato con in tasca il cellulare e la ragazzina scomparsa da Gioia dei Marsi. Si scava anche sulle conoscenze romane di Lorena. Anche alcuni anni fa l’adolescente era scappata ed era stata ritrovata a Roma. Potrebbe trovarsi in compagnia della stessa persona? Le ipotesi investigative delle prime ore sembrano dunque trovare conferma: sin dall’inizio gli inquirenti hanno ipotizzato una fuga volontaria e premeditata verso la Capitale con la complicità di qualcuno. Chi indaga aveva ipotizzato anche che Lorena si fosse disfatta del suo cellulare per non essere rintracciata.
Infine, anche le segnalazioni anonime giunte ai carabinieri erano state interpretate come un chiaro tentativo di depistare gli inquirenti.
Dopo gli appelli lanciati alla trasmissione “Chi l’ha visto?” dalla nonna materna, dalle zie e dalla cugina la ragazzina si era fatta viva dicendo di stare bene e di non voler tornare a casa. Essendo minorenne le sue richieste non potranno essere assecondate.
La Procura procede contro ignoti per il reato di sottrazione di minore. (f.d.m.)
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