Nel Duomo spuntano tombe nascoste

4 Febbraio 2020

Localizzate dagli strumenti usati per lo screening del sottosuolo in uno spazio sotterraneo davanti all’altare maggiore

L’AQUILA. Potrebbero appartenere a tre vescovi i resti rinvenuti all’interno del Duomo aquilano. Le indagini archeologiche preliminari nel cantiere, che sta aspettando ancora, dopo dieci anni dal terremoto, l’avvio dei lavori, hanno portato a una straordinaria scoperta. Davanti all’altare maggiore, infatti, gli strumenti utilizzati per lo screening del sottosuolo hanno rilevato la presenza di un piccolo locale sotterraneo all’interno del quale sono stati trovati i resti di tre uomini e due cilindri in piombo. I reperti saranno portati fuori dalla chiesa nei prossimi giorni per essere analizzati. «L’operazione non comporterà comunque ritardi nel cantiere» come sottolinea il segretario regionale per i Beni culturali, Stefano D’Amico.
I RESTI. «I tre scheletri sono stati ritrovati all’interno di una sola sepoltura», dice il responsabile unico del procedimento (rup) per il Duomo, l’architetto Claudio Finarelli. «Almeno per un paio di loro si ipotizza che si tratti di prelati di rango, forse vescovi». Ma la sepoltura contiene anche un’altra sorpresa.
CILINDRI. «Due cilindri in piombo all’interno dei quali ci dovrebbero essere i documenti relativi alle persone sepolte», continua Finarelli. «I reperti verranno recuperati e messi a disposizione degli studiosi, secondo procedure già definite con gli enti che per un motivo o per l’altro dovevano essere informati sul ritrovamento». I cilindri potrebbero dunque svelare il mistero e dare informazioni più precise sull’identità di almeno due dei tre uomini sepolti sotto la pavimentazione davanti all’altare.
LA DATAZIONE. Dai contenitori di piombo si aspettano anche notizie sull’epoca in cui vissero i tre uomini sepolti nel Duomo aquilano. Le salme, infatti, potrebbero essere state posizionate sotto il pavimento della chiesa in occasione del restauro settecentesco del Duomo, dovuto ai danni subiti a seguito del terremoto. «L’usanza di seppellire personaggi importanti del clero all’interno delle chiese, tuttavia, risale anche a periodi precedenti rispetto al 1700», spiega il rup. «La pratica è venuta meno solo con gli editti napoleonici».
I SONDAGGI. La cavità in cui sono stati ritrovati i resti umani è emersa a seguito di indagini su tutta la superficie della cattedrale con sofisticate strumentazioni. «Gli scavi sono stati eseguiti sotto la sorveglianza degli archeologi della Soprintendenza», conclude Finarelli. «Le indagini erano state richieste proprio per dare l’ok all’avvio delle procedure di appalto. Anche questo passaggio è stato ormai terminato e contiamo di poter avviare in tempi brevi il lavoro di restauro». L’obiettivo è procedere il prima possibile alla ricostruzione della zona del transetto crollata nel 2009 e dare finalmente una copertura alla chiesa.
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