Nel gruppo dei ricercatori anche due aquilani

13 Giugno 2015

L’AQUILA. Il 10 e 11 giugno 2015 si è riunito a Milano il gruppo «Skeleton», costituito dai ricercatori finanziati dalla Fondazione Telethon che eseguono ricerche sui meccanismi che inducono le...

L’AQUILA. Il 10 e 11 giugno 2015 si è riunito a Milano il gruppo «Skeleton», costituito dai ricercatori finanziati dalla Fondazione Telethon che eseguono ricerche sui meccanismi che inducono le malattie rare dello scheletro, allo scopo di identificare cure che nel futuro siano accessibili ai pazienti. Per l’Abruzzo hanno partecipato i Laboratori di Biopatologia dell’Osso e di Malattie dello Scheletro, che svolgono le proprie attività presso il Dipartimento di Scienze cliniche applicate e Biotecnologiche dell’Università dell’Aquila. «Stiamo lavorando alacremente per avvicinare sempre di più la nostra ricerca alle esigenze dei pazienti», dice Anna Maria Teti, coordinatrice del gruppo aquilano, «un compito difficile che richiede molta dedizione ed impegno. Fortunatamente i laboratori finanziati da Telethon attraggono giovani di talento con i quali stiamo studiando malattie che altrimenti non avrebbero possibilità di essere comprese». Due giovani ricercatori aquilani, Mattia Capulli e Antonio Maurizi, coordinati dalla docente Nadia Rucci, hanno presentato ricerche atte alla comprensione ed alla cura sperimentale di una malattia nota come osteopetrosi. «Skeleton» ha molte finalità che vanno dalla ricerca in laboratorio a quella sui pazienti e vuole rappresentare un punto di riferimento e un esempio di coordinamento nazionale che sotto l’egida di Telethon, stabilisca un ponte tra ricerca e paziente per combattere le malattie rare dello scheletro.

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