Nel marzo 2015 un impiegato cacciato per avere picchiato un collega
Al Consorzio acquedottistico marsicano c’è un precedente licenziamento. Ma i motivi che portarono la società ad adottare il provvedimento furono ben altri. L’episodio in questione, infatti, si...
Al Consorzio acquedottistico marsicano c’è un precedente licenziamento. Ma i motivi che portarono la società ad adottare il provvedimento furono ben altri. L’episodio in questione, infatti, si riferisce a un’aggressione avvenuta nel marzo 2015 in un ufficio nella sede di Caruscino.
Un giovane aggredì un suo collega e venne poi licenziato a seguito di un procedimento disciplinare avviato dall’azienda. Questo l’epilogo di quella che all’inizio poteva sembrare una semplice discussione tra colleghi, nata a quanto pare per delle banali incomprensioni. Le conseguenze furono molto gravi. I due iniziarono a discutere in una delle stanze del Consorzio acquedottistico marsicano fino a quando l’impiegato dell’ufficio protocollo aggredì quello più anziano che lavorava all’ufficio aste. A causa delle ferite riportate Roberto Salvi, ex amministratore comunale di Trasacco, finì in ospedale, dove venne ricoverato per più di un mese.
L’amministratore delegato del Cam, Giuseppe Venturini, vista la situazione che si era venuta a creare, aprì immediatamente un procedimento disciplinare per far luce sulla vicenda e dopo qualche settimana il dipendente dell’ufficio protocollo venne convocato in audizione dai vertici del Consorzio per raccontare la vicenda e chiarire la sua posizione. Alla luce poi del suo racconto e di quello del collega il Consorzio acquedottistico marsicano dispose l’interruzione del rapporto lavorativo, dal momento che l’impiegato era ritenuto responsabile di aver provocato la lite sfociata nel ferimento.
Nel 2011 alcuni dipendenti del Cam rimasero coinvolto in un’operazione antidroga della polizia. Lo spaccio, secondo gli inquirenti, avveniva in diversi paesi del Fucino. La Procura di Avezzano emise nove misure cautelari nei confronti di cinque marsicani, prevalentemente celanesi, e quattro stranieri. Altre tre persone furono denunciate. Il blitz portò anche al sequestro di sostanze stupefacenti e scattò in collaborazione con il personale della squadra mobile della questura dell’Aquila.

