Nel Parco nazionale d’Abruzzo dimorano due specie di pipistrelli
Due specie di pipistrello dimorano nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Grazie a uno studio delle faggete è emerso che nell’area protetta ci sono il barbastello (barbastella barbastellus) e...
Due specie di pipistrello dimorano nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Grazie a uno studio delle faggete è emerso che nell’area protetta ci sono il barbastello (barbastella barbastellus) e l’orecchione bruno (plecotus auritus). Si tratta di due specie di pipistrelli che catturano molti insetti non solo dannosi per la salute delle foreste, ma anche per le coltivazioni, come il ligeide della colza nemico delle colture orticole. Proteggere boschi e pipistrelli, quindi, significa anche tutelare le coltivazioni e anche l’economia. «I pipistrelli studiati al Parco però si sono evoluti», hanno precisato dall’area protetta, «l’orecchione bruno, con le sue grandi orecchie, localizza il rumore che questi insetti producono camminando sulla vegetazione e, senza allertarli, li cattura, mentre il barbastella effettua la cattura in volo, evitando di allarmare le falene perché emette ultrasuoni deboli e perciò difficili da percepire». Lo studio è stato portato avanti dal gruppo di ricerca del professor Danilo Russo, docente dell’università Federico II di Napoli, e da collaboratori di altre istituzioni e ha permesso di identificare i resti degli insetti presenti negli escrementi dei due pipistrelli con sofisticati metodi molecolari. «Tutto ciò», ha concluso il Parco, «ci ricorda come la natura possegga già tutti gli strumenti e le capacità necessarie per poter mantenere equilibrio, armonia e benessere tra tutti gli abitanti degli ecosistemi». (e.b.)

