«Nell’ex Crab start-up per i giovani»

AVEZZANO. «In questo momento siamo, ed è giusto che sia così, concentrati sulla sconfitta clinica del Covid-19, ma adesso i giovani che ci interpellano iniziano a guardare oltre e giustamente...
AVEZZANO. «In questo momento siamo, ed è giusto che sia così, concentrati sulla sconfitta clinica del Covid-19, ma adesso i giovani che ci interpellano iniziano a guardare oltre e giustamente vogliono essere rassicurati su quello che avverrà nella fase 2». L’Associazione Veronica Gaia di Orio Onlus pensa ai giovani e al loro presente e futuro e parte da quelli della Marsica.
«La loro più forte preoccupazione si concentra sulle prospettive di lavoro futuro, preso atto che molte attività economiche presenti nella nostra provincia non resisteranno a questa spaventosa crisi, secondo alcuni economisti peggiore della grande depressione del 1929. Allora da Associazione di volontariato vogliamo cercare di estendere il nostro contributo di aiuto dalla fase 1 alla fase 2 e alle successive. Secondo noi», affermano Anna e Ferdinando di Orio (ex rettore dell’Università dell’Aquila), fondatori della Onlus intitolata alla figlia Veronica, deceduta in giovane età, «la prima assoluta necessità è creare nuove opportunità di lavoro in sostituzione o in affiancamento a quelle precedenti. Dobbiamo valorizzare quello che abbiamo e avviare nuove progettualità. Partendo dalla Marsica, in questi giorni molto si è parlato della struttura dell’ex Crab di Avezzano per scopi sanitari, che sono tecnicamente difficili, se non impossibili, da realizzare nel breve -medio periodo. La vera vocazione di quel Centro, fin da quando il rettore emerito dell’Università dell’Aquila Giovanni Schippa lo realizzò, non è quella agroindustriale. Ma il territorio su cui insiste, quello della Marsica, ha una forte vocazione agroindustriale. E allora perché non partiamo da subito, cercando di creare in quella struttura un incubatore di piccole e medie imprese nel settore agroindustriale, con la partecipazione, per la parte ingegneristica, della facoltà o dei Dipartimenti ingegneristici e biotecnologici di livello internazionale, dell’Università dell’Aquila, e delle altrettanto strutture prestigiose agroindustriali della Università di Teramo? Queste start-up industriali, frutto della ricerca scientifica, potrebbero creare posti di lavoro per recuperare quelli che mancheranno dopo l’epidemia».

