Nella Asl saranno assunti 140 operatori

18 Luglio 2019

Il direttore generale facente funzioni Santini: «Sono stabilizzazioni di personale precario». Cgil e Uil: non è sufficiente

L’AQUILA. Stabilizzazioni alle porte alla Asl per 140 operatori del comparto sanità, medici esclusi, mentre la direzione aziendale apre le porte al tavolo sindacale sul contratto integrativo alla fine dell'estate.
IL PRESSING. Il pressing di Cgil, Cisl e Uil sulle questioni economiche e sulla carenza di personale, quindi, smuove un po’ le acque. «Piena disponibilità all’apertura di un tavolo negoziale a settembre»”, afferma il direttore facente funzioni della Asl, Simonetta Santini, «sulle problematiche poste dal sindacato. Rapidamente, insieme alle strutture aziendali, abbiamo fissato l’avvio del confronto per discutere dei diversi aspetti legati al contratto integrativo aziendale, tra cui carenza di personale, spettanze economiche pregresse e riorganizzazione aziendale».
IL POSTO FISSO. Precari verso l'agognato posto fisso, dunque. «Le procedure per la stabilizzazione di 140 operatori precari, infermieri, ostetriche, logopedisti, fisioterapisti, puericultrici, tecnici di radiologia e altri», sottolinea con enfasi Santini, «sono in via di definizione. L'operazione metterà fine a una annosa situazione di precariato. Ciò, oltre a soddisfare obiettivi strategici dell’Azienda, consentirà di dare risposte più incisive, in termini di continuità e qualità delle prestazioni agli utenti. Questa direzione, peraltro, oltre a quelle in corso, ha attuato negli ultimi mesi molteplici iniziative sulle questioni sollevate dal sindacato, mai affrontate in precedenza dalla governance».
POCO PERSONALE. Sul tasto della cronica carenza di personale «che sta generando la sospensione e l’interruzione dei servizi pubblici nella sanità provinciale, che non possono essere addebitati ai lavoratori», accende i riflettori la Cgil: «Il sistema», sostengono Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone (Cgil e Fp dell’Aquila), «non è più attrattivo, principalmente per le condizioni di lavoro massacranti a causa della carenza di personale, mentre le prestazioni eccedenti non ricevono la giusta retribuzione, il personale non vede possibilità di crescita professionale e le responsabilità non sono adeguatamente tutelate dalla Asl. Non si può far finta di non capire che con 1000 unità lavorative in meno, il 25% della dotazione organica, i servizi pubblici sono a rischio interruzione ogni giorno e l’onere dell’erogazione è in capo ai lavoratori che quotidianamente, con spirito di sacrificio e abnegazione, sono a disposizione della Asl».
BILANCI. Per la Cgil parlano i bilanci consuntivi del 2017 e 2018, «dove si evince un taglio al costo del personale dirigente medico di 2.854.473 euro», mentre la riduzione dell'anno 2018 per i lavoratori del comparto è stata di 2 milioni di euro (circa il 2%). Un trend da invertire.
NON BASTA. «Ben venga la stabilizzazione degli operatori del comparto, ma questo intervento non risolve il problema della carenza di personale che si attesta sempre oltre le mille unità. Il processo di stabilizzazione dei precari, inoltre, è stato avviato dall’ex manager Rinaldo Tordera ed è ancora in corso». Replica così anche il segretario provinciale della Uil Fpl Antonio Ginnetti, alle dichiarazioni di Santini. «La Uil Fpl da tempo chiede un tavolo per affrontare la problematica delle dovute spettanze economiche non corrisposte ai lavoratori, riferite agli straordinari e alle indennità arretrati e alla produttività collettiva dovuta per gli anni 2015-2019».
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