Nella giunta tira aria di rimpasto: resa dei conti dopo le Provinciali

Di Pangrazio non ha gradito il sostegno di Simonelli e Fracassi a Caruso. E un terzo ha tradito i patti In bilico le poltrone degli assessori Di Stefano e Cipollone. Da definire la posizione della Cosimati (FdI)
AVEZZANO. Resa dei conti nella maggioranza del Comune di Avezzano dopo le elezioni provinciali che hanno visto prevalere il candidato del centrodestra, Angelo Caruso, riuscito a ottenere, secondo quanto emerso dai risultati, sette preferenze tra i consiglieri dell’assise civica. Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, temporaneamente sospeso, aveva, infatti, sostenuto il candidato Vincenzo Giovagnorio, primo cittadino di Tagliacozzo, appoggiato anche dal Pd. Alla fine il Comune di Avezzano, seconda città della provincia per peso, si è ritrovato a eleggere un solo consigliere, oltretutto in opposizione. Provinciali archiviate, ora tra la maggioranza è tempo di bilanci e anche di un rimpasto in giunta che dovrebbe andare a riequilibrare un nuovo assetto in consiglio dove gli equilibri sono cambiati.
PROVINCIALI
Di Pangrazio aveva puntato molto sulle elezioni provinciali che, pur essendo di secondo livello, hanno però acquisito un significato politico. E dopo la sconfitta si cercano responsabilità anche all’interno della maggioranza di Avezzano sebbene Caruso sia riuscito a primeggiare in tutte le cinque fasce elettorali che vede i comuni suddivisi per numero di abitanti. Quanto ai sette voti arrivati a Caruso da Avezzano solo due consiglieri di maggioranza avevano manifestato pubblicamente la loro preferenza (Nello Simonelli ed Ernesto Fracassi), oltre a i quattro dell’opposizione. Ma all’appello manca una preferenza che, per un come Avezzano, conta oltre 600 voti. Va inoltre aggiunto il fatto che il consigliere di Avezzano, Carmine Silvagni, eletto all’opposizione in Provincia, non avrebbe raccolto i voti che gli erano stati promessi. Situazione questa che avrebbe creato ulteriori frizioni in maggioranza.
RIMPASTO
Tensioni e rivendicazioni che, unite alle manovre in corso in queste settimane all’interno dell’assise civica, si concretizzeranno in un rimpasto di giunta. C’è infatti chi dall’opposizione ha fatto il “salto della quaglia” in direzione della maggioranza. È il caso del consigliere Alfredo Mascigrande, uscito dalla Lega il giorno prima del voto per le Provinciali. Indiscrezioni parlavano di un ingresso nell’esecutivo comunale dell’altra leghista, anche lei uscita dal Carroccio, Giuliana Di Pasquale, prima dei non eletti del partito. Ma l’ipotesi sarebbe man mano sfumata perché, sempre secondo voci di corridoio, sarebbe arrivato un veto dal Pd, rappresentato in consiglio da Lorenza Panei, disposta a entrare in maggioranza qualora fosse stata scartata l’ipotesi Di Pasquale. Quest’ultima avrebbe dovuto rimpiazzare in giunta l’assessore all'emergenza sanitaria, Maria Teresa Colizza. Ma il peggioramento della situazione pandemica ha fatto saltare tutto. Ed ecco così spuntare il nome dell’assessore alla Cultura, Pierluigi Di Stefano, anche lui in bilico poiché senza alcuna rappresentanza in consiglio, così come l’assessore ai Lavori pubblici Emilio Cipollone, a causa dello strappo del consigliere Fracassi per la candidatura con Caruso alle Provinciali. Restano nel limbo anche la situazione del consigliere di Fratelli d’Italia Iride Cosimati, che dal centrodestra sarebbe in procinto, ormai da settimane, di passare in maggioranza, e quella dei consiglieri Mario Babbo e Stefano Lanciotti che, dopo il tentativo naufragato di far rientrare nell’esecutivo l’ex assessore Luca Angelini, starebbero pensando di rimanere in opposizione. Tutte situazioni che potrebbero incrinare i rapporti tra le tre correnti della maggioranza bulgara di Di Pangrazio: quella di centrodestra (Nello Simonelli, Ernesto Fracassi, Gianluca Presutti), quella di centrosinistra (Domenico Di Berardino, Alessandro Pierleoni, Lucio Mercogliano, Concetta Balsorio) e quella dei civici (Fabrizio Ridolfi, Cristian Carpineta, Maria Antonietta Dominici). Entro fine anno la situazione dovrebbe essere definita, ma tutto può ancora accadere.
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