Neonata morta, perizia scagiona un medico

25 Agosto 2015

AVEZZANO. Ha agito con prudenza e per questo il perito non gli addebita «responsabilità significative» nella morte di Denise D.L.. In base all’esame del consulente tecnico d’ufficio Fabio Natale,...

AVEZZANO. Ha agito con prudenza e per questo il perito non gli addebita «responsabilità significative» nella morte di Denise D.L.. In base all’esame del consulente tecnico d’ufficio Fabio Natale, disposto dal gip Paolo Andrea Taviano della Procura di Avezzano, nella morte della neonata di Avezzano, avvenuta due giorni dopo il parto, nel 2010, il dottor Nando Di Renzo, uno dei tre medici indagati, non ha responsabilità. «Non sembrano rilevarsi responsabilità significative a carico del dottor Nando Di Renzo, la cui condotta risulta essere improntata ai canoni della prudenza e della perizia», scrive il tecnico. «Sembra ragionevole individuare la mattina del 17 giugno 2010 (la mattina seguente alla nascita che è avvenuta alle 17,45 del 16) il momento a partire dal quale diventa francamente imprudente continuare a gestire la piccola Denise D.L. all’interno di un centro provvisto di Tin». Si tratta di un vero colpo di scena nell’inchiesta sulla morte della neonata, dove, sempre secondo la perizia voluta dalla Procura, il principale responsabile della tragica vicenda è il primario del reparto dell’ospedale di Avezzano, che però non risulta indagato. La piccola fu trasferita in un reparto specialistico del Policlinico di Chieti quando ormai era ormai troppo tardi e per questo i genitori hanno chiesto giustizia. (m.t.)

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