Neonata morta, tre medici a giudizio

13 Gennaio 2016

Sotto accusa il primario del reparto di ginecologia e due pediatri. Chiesto alla Asl un risarcimento di due milioni

AVEZZANO. Sono stati rinviati a giudizio e dovranno rispondere di omicidio colposo i tre medici dell’ospedale di Avezzano, indagati per la morte della neonata Denise. Si tratta dei pediatri Nando Di Renzo e Gabriella Bottone e del primario del reparto di ginecologia, Giuseppe Ruggeri. La decisione arriva dal gup Francesca Proietti. I tre medici dovranno comparire davanti al tribunale di Avezzano, l’8 maggio del 2017. La vicenda risale ormai a quasi sei anni fa e i genitori hanno ora citato in giudizio anche la Asl di Avezzano, chiedendo un risarcimento di due milioni. Denise nacque il 16 giugno del 2010, alle 17.45, all’ospedale di Avezzano. La madre, Angela Anna Ianìa, era stata ricoverata nel reparto di ginecologia dopo una gravidanza che non aveva dato problemi. Dopo il parto la piccola è stata presa in cura dal reparto di pediatria e neonatologia. Tutto bene nei primi istanti di vita ma la sera dello stesso giorno la bimba non era stata riportata dalla madre. Presentava delle difficoltà respiratorie e per questo i medici la sistemarono in un'incubatrice. La sera del giorno dopo ci fu il peggioramento. Dall’ospedale di Avezzano fu deciso il trasferimento nella divisione di terapia intensiva neonatale del policlinico di Chieti. Ma il 18 giugno alle 4.20 la piccola morì. I genitori chiesero da subito la verità sulla morte della piccola e presentarono una denuncia. Da qui l’inchiesta avviata dalla Procura che portò all’immediato sequestro delle cartelle cliniche e della documentazione sanitaria. La prima consulenza legale fu quella del medico Cristian D’Ovidio che eseguì un primo esame autoptico. Poi arrivò una seconda consulenza di un professore dell’Umberto I di Roma. Inizialmente furono diciotto le posizioni di medici e degli infermieri vagliate dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri coordinata all’epoca dal luogotenente Bruno Tarantini. Secondo l’accusa la neonata morta avrebbe accusato un distress respiratorio. In pratica non respirava bene e diminuendo la concentrazione di ossigeno nel sangue, il cuore non resse. Secondo il pm il trasferimento a Chieti andava fatto prima. I genitori della piccola sono assistiti dagli avvocati Andrea e Leonardo Rosa. Gli altri due legali nominati da Ianìa e suo marito Fabio De Luca, gli avvocati Callisto e Berardino Terra, hanno intentato un altro processo, questa volta civile, davanti al tribunale dell’Aquila, citando in giudizio la Asl. Prima udienza il 17 febbraio. I medici Di Renzo e Ruggeri sono difesi dall’avvocato Franco Colucci, Bottone da Antonio Milo.

Magda Tirabassi

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