Neonata uccisa nel sonno da un rigurgito

23 Gennaio 2017

Inutile la corsa verso l’ospedale. Il cordoglio del sindaco di Celano, Santilli: «È un lutto per l’intera comunità»

AVEZZANO. Dramma nella Marsica per la morte in casa di una neonata di appena un mese. La causa sarebbe legata a un rigurgito notturno. La scoperta è avvenuta ieri mattina da parte dei genitori e l'intervento dei medici del 118 non ha impedito la tragedia. Per la piccola, trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Avezzano, non c'è stato nulla da fare. I genitori hanno fatto di tutto per salvarla, hanno chiesto immediatamente l'intervento dei soccorsi e praticato le procedure per riattivare la respirazione. Tutto inutile.

Il medico intervenuto sul posto non ha potuto far altro che constatare la morte. Sul corpicino della neonata non sarà necessario probabilmente eseguire l'autopsia per accertare le cause della decesso. Secondo il medico legale, infatti, si è trattato di una morte naturale. Ieri nella camera ardente allestita all'obitorio dell'ospedale di Avezzano c'è stato un viavai di persone, di amici, parenti e conoscenti che si sono stretti attorno a mamma e papà della piccola in questo momento di angoscia.

La tragedia ha suscitato cordoglio in tutta la Marsica, soprattutto a Celano, comune di origine della mamma. «Una notizia che ha scosso l'intera comunità celanese», ha affermato il sindaco di Celano, Settimio Santilli, «conosco bene la madre, una brava professionista e una brava mamma. Sono andato in ospedale per dare un segnale di incoraggiamento a nome mio e di tutta Celano ai genitori e ai familiari tutti». Il rigurgito notturno si verifica nei primi mesi di vita del bambino, soprattutto tra i due e i quatto mesi, e dai dati statistici raccolti finora, sembrerebbe interessare maggiormente i bimbi di sesso maschile. «Però», avverte Italo Cipollone, pediatra di esperienza, «va distinta la morte improvvisa del lattante (Sids), comunemente conosciuta anche come “morte in culla”, dalla morte per rigurgito vero e proprio, molto più rara. La prima indica una morte improvvisa e inaspettata di un lattante, fino a quel momento sano, che si verifica prevalentemente durante il sonno e che rimane inspiegata anche dopo l’autopsia. La seconda invece viene evidenziata negli accertamenti clinici eseguiti dopo la morte. Statisticamente», spiega Cipollone, «ci sono dei fattori da evitare che aumentano la frequenza di questo fenomeno. In particolare bambini lasciati con la pancia a terra anziché supini, presenza di fumo, temperature superiori ai 20 gradi e uso eccessivo di coperte, piumini e cose simili». La data dei funerali del piccino non è stata ancora stabilita.

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