Neri racconta Vito Taccone: «Voleva sbranare il mondo»

17 Dicembre 2023

Lo storico giornalista in città al convegno organizzato per celebrare il Camoscio  Tanti gli aneddoti svelati: «Quelle scarpe costose che rubò perché era povero» 

AVEZZANO. Quella volta in cui, spavaldo come suo solito, azzardò un pronostico tra la quasi ilarità generale: «Domani vinco il Giro di Lombardia». Alla classica delle foglie morte mancavano ancora diverse ore ma Vito Taccone sapeva già quale sarebbe stato l’epilogo: e fu proprio lui ad alzare le braccia al cielo al traguardo, dopo un duello memorabile con Imerio Massignan. O un’altra volta in cui, ospite di un lussuoso albergo a cinque stelle insieme all’altro avezzanese Sandro Cervellini, portò via diverse paia di scarpe eleganti per darle in regalo alla famiglia. Sono tanti gli aneddoti raccontati dal giornalista Sergio Neri nell’incontro organizzato dall’Associazione culturale Piazza Cavour in vista dell’appuntamento del 12 maggio 2024 con il Giro d’Italia. Un evento che ha visto protagonista lo storico cronista del Corriere dello Sport – fondatore e direttore della rivista Bicisport – e soprattutto la vita e le imprese del Camoscio d’Abruzzo. Sala Irti gremita, alla presenza anche del sindaco Gianni Di Pangrazio e dei consiglieri regionali Giorgio Fedele e Pierpaolo Pietrucci. Per l’Associazione Piazza Cavour presente Nazzareno Di Matteo. «Raccontare di Taccone», ha esordito Neri, «significa parlare di un ciclismo romantico, meraviglioso, alimentato dal sogno e dalla voglia di riscatto. Erano ragazzi che, come Vito, volevano sbranare il mondo». Neri – che ha seguito da vicino l’intera carriera del ciclista avezzanese – si sofferma poi il tripudio ricevuto da Taccone nella sua città al ritorno dal Giro d’Italia 1963, quello delle quattro vittorie di tappa consecutive: «Vito mi confessò che era dispiaciuto che suo padre non poteva essere lì ad applaudirlo. La sua morte era una ferita che lo ha accompagnato per tutta la vita. Non se ne dava pace». Neri era seduto al fianco di Taccone a bordo dell’auto scoperta che si faceva largo tra la folla. Oltre 100mila persone secondo le cronache dell’epoca: «Lì ho avuto per la prima volta la sensazione che Taccone fosse diventato l’eroe di quella gente», ha aggiunto il direttore di Bicisport durante il convegno. All’incontro ha partecipato Cristiano, il figlio di Vito, e tutta la famiglia Taccone. In chiusura, è stata consegnata a Neri una bottiglia speciale del celebre Amaro Taccone con raffigurato il monumento dedicato al Camoscio, in piazza Cavour. Ha moderato l’incontro Luca Pulsoni, giornalista del Centro. Altri gli eventi messi in calendario dall’Associazione in vista del Giro: il 26 e 27 aprile 2024 la “Camminata in rosa sulla via dei Marsi”; il 5 maggio la cicloturistica del Fucino e il 9 maggio la presentazione del libro di Giovambattista Pitoni “La storia di Piazza Cavour”. (c.s.)
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