Nessun favore alla ditta del marito

Ufficio cimiteri, il tribunale scagiona la dipendente Del Romano dall’abuso d’ufficio
L’AQUILA. Nessun favore alla ditta di pompe funebri del marito. Il tribunale in composizione collegiale (presidente Alessandra Ilari, giudici a latere Monica Croci e Tommaso Pistone) ha assolto la dipendente comunale Dora Del Romano, assistente amministrativa, dall’accusa di abuso d’ufficio, con la formula «perché il fatto non sussiste».
La donna, già referente dell’ufficio cimiteri, era finita nei guai in quanto, secondo il pm Stefano Gallo, nell’ambito delle pratiche in questione avrebbe agevolato la ditta di suo marito a discapito delle altre. I fatti risalgono al 2015. Il Comune aveva deciso di costituirsi parte civile nel procedimento.
Secondo il capo d’imputazione, la dipendente comunale, in un certo lasso di tempo, avrebbe fatto autorizzare le pratiche del marito in tempi più rapidi rispetto alle altre ditte del medesimo settore, sottoposte, invece, a lungaggini burocratiche. Proprio da alcune ditte concorrenti era scaturita l’indagine. Ma queste accuse non hanno trovato riscontro alcuno nel corso del procedimento. La donna (la quale ha cambiato incarico e lavora in un altro ufficio comunale) aveva chiesto, in passato, di essere trasferita altrove allo scopo di evitare i problemi che poi sono sorti. Ma l’ente non ritenne che vi fossero incompatibilità oppure conflitti d’interesse, tanto che la richiesta iniziale non venne accordata. Oltre al procedimento penale ne è partito anche uno disciplinare, ora avviato verso lo stesso esito. L’amministrazione comunale, invece, è stata condannata per due volte a corrispondere alla donna le indennità – da lei mai percepite – inerenti alla sua reperibilità.
Nel corso del procedimento l’imputata è stata assistita dall’avvocato Fabio Alessandroni che ha parlato di «accuse sgangherate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

