«Nessuna incongruenza: siamo innocenti»
I cinque indagati accusati di aver creato un alibi falso a un uomo accusato di rapina si difendono
TAGLIACOZZO. «Siamo innocenti, abbiamo sempre detto la verità agli inquirenti e confidiamo nell’archiviazione della nostra posizione». A parlare, tramite il loro avvocato difensore, Antonio Milo, sono Daniela Violeta Ifrim, Hisen Tershalla, Pranvera Meta, Zeqir Meta e Domenico Probbo.
Si tratta delle cinque persone accusate del reato di favoreggiamento nei confronti di un uomo che era stato arrestato dai carabinieri per alcune rapine. Tutti sono stati raggiunti da un avviso di conclusione di indagini preliminari e risultano indagati nell’inchiesta aperta dal pm della Procura di Avezzano Guido Cocco.
L’accusa è quella di aver rilasciato ai militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Tagliacozzo delle dichiarazioni inconguenti, per fornire un alibi a Ylli Meta, albanese 23enne, per i fatti che risalgono all’inizio del 2013.
I militari dell’Arma riconobbero Meta come il responsabile di due rapine. Una, messa a segno il 13 gennaio ai danni di Alberto Girolami di Tagliacozzo e l’altra ai danni dell’architetto Carlo Scoccia, nella sua villa a Massa d’Albe. In questa seconda vicenda, in particolare, Meta fu ritenuto responsabile della rapina, insieme a due connazionali che fuggirono a bordo dell’auto rubata a Scoccia.
Nella fuga si schiantarono poi con l’auto di una studentessa, nel Comune di Spoleto. Nel gravissimo incidente morirono sia la giovane alla guida della sua auto sia uno dei rapinatori. L’altro fu trasferito in ospedale con gravi ferite.
«I miei assistiti sono innocenti e hanno fiducia nella giustizia», continua l’avvocato Milo. «Inoltre confermano l’alibi e la loro posizione nei confronti di Ylli Meta, che non è responsabile di nessuna rapina».
All’epoca i carabinieri arrivarono a identificare la banda anche grazie ai tabulati telefonici, in quanto i telefoni venivano localizzati proprio nei punti in cui avvenivano le rapine. Quelli che oggi risultano indagati furono all’epoca indicati da Meta che oggi è in stato di libertà, come suoi testimoni.
Nelle loro testimonianze, però, i 5 hanno dichiarato cose che, secondo i militari del nucleo operativo della Compagnia di Tagliacozzo, sono risultate contraddittorie.
Nel collegio difensivo ci sono anche i legali Patrizia Ciciarelli, Andrea Cascianelli e Antonio Pascale. (m.t.)
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