«Nessuna persecuzione ai danni dell’ex rettore»
L’AQUILA. Il professor Sergio Tiberti replica alle valutazione della difesa dell’ex rettore Ferdinando di Orio accusato di calunnia e mandato a giudizio. «Voglio solo precisare», dice Tiberti, «che...
L’AQUILA. Il professor Sergio Tiberti replica alle valutazione della difesa dell’ex rettore Ferdinando di Orio accusato di calunnia e mandato a giudizio.
«Voglio solo precisare», dice Tiberti, «che quest’ultimo non è perseguitato, ma solo perseguito dall’autorità giudiziaria in ragione dei reati che ha commesso e dei quali è chiamato a rispondere. Nel suo comunicato di Orio, peraltro già condannato a anni tre di reclusione con sentenza del Tribunale di Roma, vorrebbe far intendere che le sue vicissitudini giudiziarie siano il frutto di mie iniziative, sperando di ridurre le sue gravi responsabilità penali a un piano strettamente personale quasi fosse una disputa tra lui e me».
«L’imputato e già condannato di Orio dimentica che le sue “vicissitudini giudiziarie” sono», prosegue, «la naturale conseguenza delle sue gravi condotte, ritenute illecite da numerosi pubblici ministeri e giudici dei tribunali. Di Orio dovrebbe dunque capire che è giunto il momento di assumersi la proprie responsabilità. Quando i processi si concluderanno», aggiunge, «ognuno potrà valutare se per l’Università sia stato utile avere avuto questo Rettore».
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