Neurochirurgia, niente riapertura E scatta la protesta

9 Febbraio 2017

L’annuncio nell’incontro tra il manager della Asl e Iampieri Il consigliere regionale: il no frutto di un decreto di D’Alfonso

AVEZZANO. Colpo di scena sulla vicenda di Neurochirurgia dell’ospedale di Avezzano. L’unità operativa semplice non riaprirà i battenti. È quanto emerso nel corso di un incontro tra il direttore generale della Asl, Rinaldo Tordera, e il consigliere regionale Emilio Iampieri. Alla base della decisione, che prevede la cancellazione dei posti letto e dell’équipe chirurgica, ci sarebbe un decreto di Luciano D’Alfonso, di cui finora nessuno aveva mai fatto menzione e che è successivo alla chiusura del reparto disposto dal primario dell’Aquila Renato Galzio. Come mai, ci si chiede, i rappresentanti territoriali della Regione non erano a conoscenza del decreto di D’Alfonso nei panni di commissario ad acta? E come mai il manager, pur essendo a conoscenza del decreto avrebbe preso ugualmente per mesi l’impegno di riaprire? Anche la risoluzione approvata all’unanimità, con la quale l’intero consiglio regionale ha chiesto la riapertura immediata è stata quindi clamorosamente disattesa.

«Ho preso atto che non soltanto non c’è alcuna intenzione di riaprire», spiega Iampieri, «ma che addirittura verranno cancellati i 4 posti letti originari e azzerata l’attività chirurgica. Al posto del servizio operativo è previsto un mero ambulatorio collegato telematicamente con L’Aquila, praticamente un parcheggio, la cui utilità, per i pazienti con patologie gravi, è assolutamente uguale a zero e per certi versi controproducente, visto che in ogni caso dovranno raggiungere alla fine L’Aquila per essere operati, magari in ritardo». Il manager si sarebbe trincerato dietro il decreto di riordino della rete ospedaliera approvato da D’Alfonso il 21 luglio 2016 e che, secondo Tordera, renderebbe impraticabile la riapertura.

«Altra giustificazione posta sul tavolo», spiega Iampieri, «è stata ancora una volta la carenza di neurochirurghi che a distanza di sei mesi non si è stati in grado di risolvere o, dobbiamo ritenere, a questo punto, che non si è voluto risolvere. Di fronte a un atteggiamento di totale chiusura», sbotta Iampieri, «bisogna giocare a carte scoperte: il presidente D’Alfonso e l’assessore Silvio Paolucci assumano una posizione chiara e soprattutto diano seguito all’impegno che il Consiglio regionale, nella risoluzione da me promossa, ha assegnato loro, pronunciandosi senza se e senza ma per la riapertura del reparto all’unanimità. E se necessario modifichi il decreto. Non ci faremo prendere in giro», avverte il consigliere regionale, «e non resteremo inermi ad assistere a questo imbarazzante rimpallo di responsabilità. La prossima settimana avvieremo, come promesso, una serie di manifestazione negli uffici del manager e in ospedale, mobilitando i sindaci e tutti quei cittadini che non si rassegnano ad essere considerati di serie B».

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