Neurofisiopatologia Reparto aquilano premiato a Pescara

L’AQUILA. È come un vigile urbano (dotato di strumenti sofisticati) che, durante l’operazione, dà l’alt al neurochirurgo se la sua manovra rischia di compromettere in modo irreparabile aree come...
L’AQUILA. È come un vigile urbano (dotato di strumenti sofisticati) che, durante l’operazione, dà l’alt al neurochirurgo se la sua manovra rischia di compromettere in modo irreparabile aree come linguaggio e zona motoria, inducendolo a trovare altri percorsi col bisturi.
L’immagine del vigile urbano «ipertecnologico» di sala operatoria serve a far comprendere quello che tecnicamente si chiama neuromonitoraggio intraoperatorio, una prestazione di eccellenza sanitaria «che», si legge in una nota dell’Asl, «nessun ospedale del Centro-Sud, a eccezione del San Salvatore, è in grado di garantire. Un punto qualificante che, insieme al ruolo di centro di riferimento regionale dell’epilessia, ha consentito alla Neurofisiopatologia di ottenere un premio assegnato dai medici di medicina generale e utenti dalla provincia di Pescara. La cerimonia si è tenuta nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara, dove Paolo Aloisi, direttore del servizio Neurofisiopatologia, è stato insignito del premio Medicina Abruzzo, insieme ad altri reparti abruzzesi selezionati dall’associazione culturale Ulisse 2000. Alla cerimonia erano presenti anche il dottor Alfonso Marrelli e le infermiere Lucia Soi e Anna Lucia Rossi. Il monitoraggio intraoperatorio di neurofisiopatologia lo scorso anno è stato utilizzato in 60 casi di aneurismi. Tutte circostanze di alta complessità chirurgica, connotate dall’esigenza di salvaguardare le aree più delicate del cervello, come quelle della parola e del movimento. Situazioni, peraltro, connotate dall’emergenza e in cui la sinergia-sincronia tra neurofisiopatologia e neurochirurgia ha assicurato prestazioni di qualità. Il punto di forza della neurofisiopatologia è costituito soprattutto dall’attività di centro regionale di riferimento per l’epilessia, con 2000 pazienti seguiti, di cui 500 nell’Aquilano e con percentuali alte di utenti da fuori regione. Nell’ambito di questa attività, negli ultimi 15 anni, quasi 400 donne, curate in gravidanza con farmaci antipilettici, hanno partorito tutte bimbi sani».
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