«Neve nell’albergo per una finestra rotta»

12 Dicembre 2021

Campo Imperatore, l’indignazione corre sul web. Pignatelli: colpa del vento, riparazione già eseguita

L’AQUILA. Una finestra rotta dal vento, che in questi giorni ha sferzato il Gran Sasso. Le immagini della neve arrivata dentro lo storico albergo di Campo Imperatore continuano a far discutere e l’indignazione corre sul web. Sotto accusa, soprattutto lo stato di abbandono e degrado in cui versa la struttura ricettiva, famosa anche per essere stata la prigione di Mussolini durante la Seconda guerra mondiale. A spiegare cosa è successo è l’amministratore unico del Centro turistico del Gran Sasso Dino Pignatelli: «Le raffiche di vento, che sul Gran Sasso raggiungono velocità e potenza molto alte», dice Pignatelli, «hanno divelto una finestra che si trova al piano del bar. Il vetro è andato in frantumi e la neve ha avuto via libera. Il giorno dopo, quando ce ne siamo accorti, è stata subito riparata». L’albergo è chiuso ormai dal 2016 e a primavera dovrebbero partire i lavori di riqualificazione, come annunciato dal sindaco Pierluigi Biondi lo scorso ottobre. L’indizione della gara d’appalto da parte del Comune era prevista a fine novembre, in modo da concludersi entro gennaio: «La procedura evidentemente è slittata di qualche giorno», aggiunge Pignatelli, «ma non credo che un breve ritardo possa compromettere l’avvio del cantiere il prossimo marzo. Si tratta di un’opera importante, rimasta ferma per tanto tempo. Il Comune ha dovuto riacquisire il progetto dal Provveditorato alle Opere pubbliche, anche su input del Centro turistico, proprio per velocizzare il procedimento. Ormai ci siamo». L’intervento, per un importo di 3,8 milioni di euro, dovrebbe concludersi in 540 giorni e prevede il miglioramento antisismico, il rifacimento di tutta la parte impiantistica e la realizzazione di nuovi ambienti e servizi, tra cui un centro benessere attiguo alla piscina. La riqualificazione era stata avviata dalla passata amministrazione, attingendo ai fondi Cipe del terremoto: un primo progetto è stato illustrato tre anni fa, ma si è arenato: il Comune ha deciso quindi di riacquisire il procedimento dal Provveditorato e lo stanziamento iniziale di 3 milioni è stato integrato di 800mila euro, perché non c’era la valutazione di vulnerabilità. È stato necessario indire una nuova conferenza dei servizi e chiedere ai vigili del fuoco una relazione di approvazione del piano antincendio. (r.s.)
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