Niente botte e abuso sessuale, artigiano assolto dal giudice

30 Aprile 2015

L’AQUILA. Era stato arrestato e rischiava una condanna a tre anni e mezzo di reclusione. Ma il castello di accuse è crollato senza nemmeno troppi colpi di piccone e un giovane artigiano aquilano è...

L’AQUILA. Era stato arrestato e rischiava una condanna a tre anni e mezzo di reclusione.

Ma il castello di accuse è crollato senza nemmeno troppi colpi di piccone e un giovane artigiano aquilano è stato assolto dal gup del tribunale, Guendalina Buccella. L’uomo, la cui identità non è possibile fornire per motivi di tutela del figlio della coppia, fu portato in carcere alcune settimane fa su ordine di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari. La pesante misura cautelare scattò dopo che la donna, che ha una trentina d’anni, fu costretta a ricorrere alle cure dell’ospedale a seguito della denuncia di un episodio di violenza: un abuso sessuale che le avrebbe lasciato segni evidenti sul corpo, con tumefazioni e lesioni, e segni indelebili dentro: questa era l’accusa poi caduta.

A rendere ancora più grave la situazione, già difficile di per sé, il fatto che la coppia ha un figlio piccolissimo, nato da pochi mesi. Dopo questo episodio, la donna decise di lasciare l'abitazione divisa con il compagno e tornare a casa dei suoi genitori, portando lì il neonato. L’uomo, secondo quanto riferito dagli inquirenti, avrebbe anche malmenato in più occasioni l’ex convivente.

Ieri, nel corso dell’udienza camerale, il pm David Mancini ha ribadito il convincimento della colpevolezza dell’imputato ma la difesa, rappresentata dall’avvocato di fiducia Alessandra Spadolini, ha avuto buon gioco dimostrando, tra le altre cose, anche sulla scorta di sms intercettati, che il comportamento della sedicente parte civile successivo al fatto era incompatibile con quello di chi ha subìto le vessazioni descritte nel capo di imputazione.

(g.g.)

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