Niente combine, prosciolto Ercole Di Nicola

4 Ottobre 2018

Sentenza di non luogo a procedere per l’accusa di frode sportiva in relazione all’Aquila-Savona del 2014

L’AQUILA. «Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste». Con questa formula il giudice per l’udienza preliminare Mario Cervellino ha prosciolto due giorni fa l’ex responsabile dell’area tecnica rossoblù Ercole Di Nicola dall’accusa di frode sportiva.
Il paradosso sta nel fatto che per la giustizia ordinaria la frode sportiva in relazione all’Aquila-Savona (1-0) del novembre 2014 non c’è stata, mentre per quella stessa partita il sodalizio rossoblù fu sanzionato per l’illecito con 3 punti di penalizzazione per responsabilità oggettiva aggravata. E quei punti non verranno mai restituiti da nessuno.
Insomma, Di Nicola, dopo aver conosciuto l’onta dell’arresto, le sanzioni sportive, i tribunali e le condanne, fa segnare un primo punto a suo favore. Alla base del processo penale incardinato all’Aquila – e finito in Cassazione per dirimere la controversia sul Foro competente – le telefonate intercorse tra il dirigente sportivo originario di Morro d’Oro e Arturo Di Napoli, allora tecnico della squadra ligure. La pubblica accusa – il processo era approdato all’Aquila dalla Procura di Catanzaro nell’ambito dell’indagine Dirty Soccer – ha sostenuto che dalle telefonate fosse evidente l’accordo per combinare il risultato della partita. Anche la Procura aquilana ha insistito per il rinvio a giudizio, ma il giudice è stato di diverso avviso in sede di udienza preliminare. Si è trattato, per alcuni addetti ai lavori, di un esito scontato dopo che, nell’ottobre 2017, il gup assolse Arturo Di Napoli al termine del giudizio abbreviato. Nel corso del procedimento – rispedito all’Aquila dagli ermellini – Di Nicola è stato assistito dall’avvocato Maurilio Prioreschi, noto per aver assunto la difesa di Luciano Moggi nei processi su Calciopoli.
«Finalmente una prima partita vinta», commenta l’avvocato Prioreschi, «in attesa di affrontare le altre a Rimini, Lucca, Savona e Lamezia Terme. È la prima volta che un giudice ordinario assume una diversa determinazione rispetto al tribunale sportivo, dove l’esercizio della difesa si è potuto espletare pienamente trovando accoglimento. Abbiamo chiarito che le telefonate vertevano su rimborsi spese per vitto e alloggio di un calciatore aquilano trasferito a Savona». Di Nicola, contattato dal Centro, non ha voluto commentare il proscioglimento.
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