Niente commissari, blocco per aggregati e condomìni

28 Ottobre 2018

Al palo le nomine per avviare la ricostruzione bloccata da dissidi o burocrazia Centinaia i casi in ballo con il rischio di vedere ridotto o revocato il contributo

L’AQUILA. Sono centinaia, tra aggregati e condomìni, gli edifici per i quali la ricostruzione deve ancora partire è o bloccata per ragioni burocratiche.
Il riferimento specifico è alla mancata nomina dei commissari ad acta (per i quali esisteva un albo) per avviare le pratiche.
Questa figura è disciplinata da una norma che ha regolamentato il cosiddetto potere sostitutivo del Comune nei confronti dei proprietari delle unità immobiliari ricomprese negli aggregati, che, nei termini previsti dalle normative post-sisma, non hanno provveduto alla costituzione dei Consorzi oppure alla nomina di un’impresa che deve fare i lavori.
La rabbia e l’apprensione da parte degli interessati non è secondaria, visto che c’è sempre il rischio in agguato che il contributo a suo tempo stanziato venga meno, oppure si riduca in modo considerevole. Le ragioni che stanno alla base di questi mancati accordi possono essere molteplici. Sta di fatto che per questi dissidi la ricostruzione non parte.
Ora c’è anche il problema rappresentato dal fatto che il Comune dell’Aquila ha bloccato la nomina dei commissari per una presunta mancanza di requisiti di coloro che sono in elenco. Per cui le pratiche non vanno avanti, ma alla base di questo intoppo c’è anche il pensionamento dell’esperto dirigente comunale Vittorio Fabrizi che aveva in mano anche questo settore.
In tal modo vengono a crearsi situazioni paradossali e anche poco vantaggiose per l’ente: un privato ha ottenuto una sostituzione immobiliare di un appartamento di un palazzo dove servirebbe un commissario per far partire i lavori. Il cittadino, come prevede la legge, ha ottenuto una somma, anche cospicua, che utilizzerà per acquistare una nuova casa fuori provincia; ma al Comune, dopo l’esborso, non resta nulla se non una casa devastata dal sisma di cui entrerà in possesso solo tra parecchi anni.
A fronte di ciò altre problematiche, ben note, riguardanti mancate nomine di commissari ad acta per diretto disimpegno della filiera della ricostruzione per la quale in molti casi, è intervenuto il Tar con sentenze che hanno condannato le amministrazioni per inerzia con nomine, per l’appunto, di un commissario ad acta. Stesso discorso per alcuni indennizzi. Tutte situazioni che sono state anche deplorate dagli Ordini professionali interessati.
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