Niente medici, chiude il reparto di chirurgia

20 Febbraio 2019

Castel di Sangro, stop ai ricoveri nella struttura che conta 11 posti letto Il sindaco Caruso contesta la decisione Asl: «Andrò dritto in Procura»

CASTEL DI SANGRO. Chiude un reparto con undici posti letto, perché mancano i medici. Da ieri l’unità di chirurgia dell’ospedale di Castel di Sangro resta temporaneamente chiusa ai ricoveri per carenza di personale.
Contro la decisione si scaglia però il sindaco Angelo Caruso, che annuncia il ricorso alla magistratura per la tutela del diritto al servizio sanitario. «Considerato che per garantire le attività chirurgiche nel presidio ospedaliero», scrive Walter Di Bastiano, direttore del dipartimento chirurgico dell’Asl, «si è fatto ricorso all’istituto dell’attività aggiuntiva e che la stessa, prorogata fino al 15 febbraio, comporta una notevole spesa per l’Asl, si propone la disattivazione di 11 posti letto a ciclo ordinario e l’attivazione contemporanea di 2 posti letto a ciclo diurno». Nella nota dirigenziale, giustificando l’improvvisa soppressione di servizi sanitari, è però specificato che 2 giorni settimanali resta garantito il day-surgery, ossia la possibilità clinica, organizzativa e amministrativa di effettuare interventi chirurgici, o anche procedure diagnostiche e terapeutiche invasive o semi invasive, in regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno grazie alla presenza in ospedale di 2 medici. Le consulenze chirurgiche per le unità operative di degenza e per il pronto soccorso, ritenute urgenti e non differibili nelle fasce orarie in cui non è presente personale medico nel presidio ospedaliero dovranno invece essere inviate all’unità operativa di chirurgia generale dell’ospedale di Sulmona.
«Tale proposta organizzativa», scrive ancora di Bastiano, «oltre che garantire un risparmio economico consentirà di tutelare al meglio la salute dei cittadini-utenti che gravitano sul presidio ospedaliero di Castel di Sangro, ottimizzando l’utilizzo delle risorse umane».
Ad esprimere la massima contrarietà all'iniziativa intrapresa dall’Asl è però il sindaco Caruso, secondo cui «la scelta difetta non solo di affidabili motivazioni, ma anche di rigore provvedimentale». Per il primo cittadino del capoluogo altosangrino è inaccettabile continuare a subire ulteriori soppressioni di servizi sanitari. «La chirurgia del presidio ospedaliero di Castel di Sangro, ancorché limitata ad attività minore», afferma Caruso, «assume rilevanza fondamentale per le esigenze del territorio, altrimenti non risolvibili alla stregua della pseudo soluzione prospettata».
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