Niente mensa a scuola martedì scatta la protesta

Sul sito del Comune è apparsa la notizia del rinvio (senza una data) del servizio E i sindacati annunciano un sit-in coinvolgendo anche i genitori degli alunni
SULMONA. «Si comunica che il servizio mensa sarà avviato dopo la conclusione dei lavori di adeguamento dei refettori scolastici e la stipula del relativo contratto d’appalto. Nei prossimi giorni verrà fornito un aggiornamento delle tempistiche di attivazione».
Questa la scarna comunicazione pubblicata dall’altra sera sul sito istituzionale del Comune di Sulmona, con la dicitura “urgente”. Un avviso che di fatto non fa altro che confermare quello che il nostro giornale e i genitori degli alunni avevano ben capito da circa una settimana: e cioè che il servizio non sarebbe partito domani e che soprattutto non c’è ancora una nuova data per il suo avvio.
Per questo, ieri i sindacati hanno depositato in questura l’avviso della manifestazione di protesta organizzata per martedì in Comune.
La decisione è arrivata nel corso dell’assemblea sindacale a cui hanno partecipato i lavoratori del servizio mensa in attesa di tornare a lavoro. Per loro lo stipendio di ottobre è arrivato grazie all’interessamento della Coselp che aveva gestito il servizio fino a giugno e che aveva attivato il mese scorso il Fis (Fondo integrazione salariale), che sarà molto probabilmente confermato anche per il mese di novembre.
È proprio questa mancanza di certezze sull’avvio del servizio a lasciare sospesi lavoratori e famiglie. Da qui la scelta di manifestare per essere ricevuti dal sindaco Annamaria Casini e avere risposte sulla questione. Per questo l’invito a partecipare è esteso anche ai genitori.
«Non c’è altra strada al momento», interviene Luigi Antonetti della Cgil, «noi rappresentiamo i lavoratori, ma è chiaro che l’invito viene esteso anche alle famiglie che sono ugualmente danneggiate». Dello stesso avviso Stefano Ernesto Murazzo della Cisl, secondo il quale «come sindacato è nostro compito tutelare i lavoratori, ma anche la parte debole della popolazione e quindi i bambini che non possono andare avanti con i panini».
Proprio sulla questione dei panini, la dirigente della “Lola Di Stefano” ci tiene a precisare che a scuola i suoi alunni possono portare quello che vogliono.
«Non ho mai vietato l’ingresso di frutta e verdura in aula e se ciò è accaduto su indicazione di maestre e dipendenti amministrativi me ne scuso», dice, «anche perché con una prima circolare di settembre facevo riferimento proprio a una sentenza del Consiglio di Stato che dà massima libertà alle famiglie sulla dieta da far seguire ai propri figli. In più abbiamo pubblicato un nuovo regolamento dove si consente l’ingresso dei cibi caldi alle famiglie prima della pausa pranzo, senza entrare nel merito della scelta delle pietanze e della loro preparazione».
L’articolo in questione del regolamento consente, infatti, l’ingresso dei cibi a scuola 30 minuti prima dell’ora fissata per il pasto.
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