Niente mensa, diktat della scuola sui pasti

Finiscono sul tavolo del prefetto le disposizioni della preside della Lombardo Radice sui cibi da portare in classe
SULMONA. Dalle disposizioni non scritte sull’obbligo di portare solo panini in classe alla circolare che impone ai genitori le modalità di preparazione dei cibi e ai piccoli alunni di non scambiarsi il cibo. I disagi conseguenti alla mancata apertura delle mense nelle scuole comunali sulmonesi sembrano non avere fine. È di questi giorni la circolare che la dirigente della Lombardo Radice, Marina Proietti, sta facendo recapitare ai genitori dei suoi alunni, ospitati dall’anno scorso nei locali dell’ex Croce Rossa, nella zona artigianale.
Nella lettera si invitano i genitori a rispettare tutta una serie di accorgimenti nella preparazione dei cibi. Si dice loro addirittura di istruire i bambini a non mangiare cose altrui per evitare rischi di allergie o intolleranze e soprattutto si declina ogni responsabilità connessa agli alimenti preparati a casa. Disposizioni da caserma, che, aggiunte a quelle non scritte della scuola elementare Lola Di Stefano o della Masciangioli, hanno fatto insorgere i genitori che si sono prima organizzati con la “protesta del panino”, boicottando il pasto unico suggerito dalle scuole e che sono poi andati a riprendere i figli per protesta martedì non facendoli pranzare in classe e facendogli saltare il rientro pomeridiano.
Nella lettera indirizzata ai genitori si chiede di «istruire i bambini sul divieto di condividere il proprio cibo con i compagni e di assaggiare cibo altrui». Rendendosi forse conto dell’improbabilità delle richieste, è la stessa scuola a «respingere l’assunzione di ogni responsabilità circa la preparazione, le caratteristiche igienico-sanitarie, la qualità, la fornitura, il trasporto e la conservazione del pasto, esonerando tutto il personale scolastico, nel caso di episodi di malattie trasmesse da alimenti».
Come se non bastasse si va oltre con le direttive sulla modalità di preparazione dei cibi. «Il pasto portato da casa va conservato a temperature idonee a evitare contaminazioni e deterioramento e quindi il cibo non deve essere di quello che va conservato a basse temperature o che va riscaldato», continua la circolare.
«I cibi dovranno essere porzionati o porzionabili dal minore e serviti esclusivamente in contenitori infrangibili e con tovagliette per non sporcare i banchi, che poi vanno riportate a casa in contenitori ermetici e non lavate».
Si continua poi con gli orari: il pasto dovrà essere fornito ai ragazzi prima di entrare a scuola, non durante le lezioni né prima del pranzo stesso. E poi i consigli sulla dieta da seguire: mediterranea ed equilibrata. Da qui l’inevitabile reazione di alcuni genitori, capeggiati dall’avvocato e mamma Catia Puglielli, che si sono rivolti alla prefettura per approfondire la cosa. «Ho inviato un’istanza al prefetto perché accerti quanto accaduto e soprattutto ristabilisca un po’ di ordine in questa delicata vicenda», avverte il legale.
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