Niente proroga alle coop, è rivolta

La maggioranza comunale diserta l’aula e il provvedimento slitta. Furiose le lavoratrici senza stipendi da mesi
SULMONA. La maggioranza non si presenta in aula e scoppia l’ira dei lavoratori delle cooperative sociali. Sotto accusa la decisione di non rispondere alla convocazione consiliare, fissata per ieri, dopo la sospensione di venerdì in cui era venuto meno il numero legale proprio sul punto all’ordine del giorno riguardante la situazione della Coop 2001, addetta alle pulizie comunali. Ma anche un’altra situazione incombe sui servizi comunali che rischiano il blocco in alcuni settori come i tributi, lo sportello sociale e la farmacia comunale che da domani non potranno più contare sull’apporto dei lavoratori Satic in scadenza di contratto. Una gravissima situazione che oltre a mettere a rischio l’attività dell’ente schiaccia i lavoratori privati di loro diritti essenziali come quello dello stipendio. «Siamo sfruttate, perché già da agosto scorso non abbiamo lo stipendio e ora ci troviamo a essere ignorate da chi dovrebbe, invece, tutelare i cittadini», affermano le lavoratrici della Coop 2001 addette al servizio di pulizia. Nei mesi scorsi l’ex assessore Mario Sinibaldi aveva assicurato a lavoratori e sindacati che la proroga era cosa fatta. Invece si è scoperto che non c’è la relativa determina dirigenziale. «A questo punto succede qualcosa di incredibile e paradossale», sottolinea Luigi Antonetti della Filcams-Cgil. «Le addette ai servizi lavorano gratuitamente come se fossero iscritte a un’associazione di volontariato, non avendo la proroga annunciata e mai concretizzata. Se non ci saranno fatti nuovi presenteremo, a tutela dei lavoratori, un esposto alla magistratura».
Nel frattempo, come annunciato giovedì mattina, la minoranza prosegue nella sua protesta rifiutando di partecipare ai lavori del consiglio comunale «fin quando non sarà costituito il gruppo consiliare del Pd», come spiegato dagli esponenti del circolo sulmonese. Alle attuali difficoltà della maggioranza si aggiunge anche l’avvertimento lanciato ieri dai socialisti che hanno dichiarato che «questa città ha bisogno di qualcosa di diverso», criticando il recente operato della giunta comunale, non solo per la vicenda delle cooperative sociali, ma anche per i casi che riguardano «l’ospedale declassato, il tribunale a rischio soppressione, la stazione ferroviaria isolata dalla bretella e le emergenze gestite in malo modo, l’assenza di investimenti nelle infrastrutture e la macchina amministrativa che non funziona». C’è da ricordare che in maggioranza sono presenti due consiglieri socialisti che potrebbero creare problemi di stabilità alla coalizione civica che sostiene il sindaco Annamaria Casini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

