Niente sala studio ma questa città piace

Quintodècimo è una frazione di Acquasanta Terme, situata lungo la via Salaria. Da quel piccolo paese, in provincia di Ascoli Piceno, ha deciso di frequentare Economia nell’Ateneo aquilano Davide De...
Quintodècimo è una frazione di Acquasanta Terme, situata lungo la via Salaria. Da quel piccolo paese, in provincia di Ascoli Piceno, ha deciso di frequentare Economia nell’Ateneo aquilano Davide De Matteis, che mette subito le carte in tavola: «Nessuno sapeva dove si trovasse Quintodècimo prima del terremoto di due anni fa. Ma io sono un po’ più grande dei miei compagni di corso: ho 29 anni e ho lavorato in diverse città. Sono stato anche a Roma e a Bologna. Per questo la mia scelta di studiare qui non è casuale, ma molto consapevole».
Davide si trova al secondo anno della triennale e abita nella zona di Acquasanta, a 200 metri dalla facoltà di Economia. E seppure, appunto, convinto della scelta che ha fatto due anni fa, non lesina critiche all’Ateneo: «Da un punto di vista dell’offerta didattica mi trovo molto bene: il nostro corso fornisce una formazione completa per il mondo del lavoro. Ma la struttura in cui si trova è fatiscente: abbiamo davvero poco, neanche una sala studio degna di questo nome. Sono passati 10 anni quasi dal terremoto, ma a livello di strutture siamo all’anno zero, nonostante la facoltà attiri molti studenti. Da tempo si parla di una possibile apertura della mensa, ma allo stato attuale non c’è. I beneficiari di borsa di studio, come me, hanno un importo di oltre 1000 euro solo per i pasti che però non possono utilizzare. Sarebbe troppo difficile tornare alla Campomizzi per la pausa pranzo». La facoltà di Economia, in zona Acquasanta, infatti, è forse la più penalizzata a livello di strutture. Altro tasto dolente, secondo Davide, è il «caratteraccio» degli aquilani. «A me la città piace, ma gli studenti non sempre sono ben integrati. È come se ci fosse una continua diatriba tra aquilani e non. Mancano poi gli intrattenimenti notturni. Di fatto tutto si riduce al giovedì universitario, ma anche in questo caso sono moltissimi i residenti del centro che si lamentano per gli schiamazzi e la poca pulizia delle strade». Un centro storico che gli studenti amano, nonostante i cantieri. «Al primo impatto sono stato molto colpito dalla ricostruzione, ma dopo qualche tempo nessuno ci fa più caso».
Nonostante le critiche, Davide assicura: «Se dovessi tornare indietro risceglierei l’Ateneo dell’Aquila. Ho vissuto anche in altre città, come Bologna e Roma, che offrono più attività per i giovani, ma sono molto più caotiche. L’Aquila è molto vivibile, adatta senz’altro allo studio». (m.c.)
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