Niente soldi, a rischio il Premio Sulmona

L’appello del presidente Giannantonio: «Bene l’ultima edizione, ma senza fondi non si va avanti»
SULMONA. Attestati di stima arrivati da tutte le parti con il record dei partecipanti fatto registrare nell’ultima edizione che si è chiusa pochi giorni fa. Eppure, a quasi mezzo secolo di vita il Premio Sulmona deve fare i conti con le croniche incertezze economiche che rischiano di farlo scomparire. A lanciare l’allarme è il presidente Raffaele Giannantonio che da qualche anno ha preso le redini della manifestazione ereditata da Gaetano Pallozzi. «Allo straordinario successo in termini di presenze e di qualità dei partecipanti, corrisponde un’estrema fragilità della natura stessa del Premio, che si regge essenzialmente sulla quota di partecipazione da parte degli artisti», afferma Giannantonio. «È auspicabile, dunque, che gli enti pubblici, oltre a concedere il loro prestigioso patrocinio al Premio, contribuiscano o facciano crescere il loro sostegno economico. Questo anche in considerazione della veneranda età dell’evento che per longevità ha pochi altri esempi anche in ambito nazionale».
Secondo Giannantonio, una possibile strategia potrebbe essere quella di incrementare il rapporto col turismo che quest’anno è stato particolarmente positivo. «Il Premio Sulmona dovrebbe essere considerato un appuntamento fisso della vita sociale», incalza Giannantonio, «non solo della nostra zona, ma dell’intero Abruzzo, specie in considerazione della nostra capacità di coinvolgere realtà internazionali, in particolare quest’anno quella della Cina, in vari aspetti, da quello della poesia a quello museale. Quest’anno il Premio Sulmona è andato benissimo sotto tutti gli aspetti; abbiamo battuto il record dei partecipanti (200 tra artisti, designer e fotografi), abbiamo raggiunto un notevole livello qualitativo generale delle opere esposte. Abbiamo saputo coinvolgere figure culturali di primissimo piano, come quelle di Pietro Grasso, Yang Lian e Miao Tzhe, solo per ricordarne alcuni, secondo quella che è la natura identitaria dell’associazione organizzatrice, il circolo d’arte e cultura “Il Quadrivio”. Vorrei ricordare anche il ritorno di Vittorio Sgarbi, assente da diversi anni al Premio». Qualche critica è, invece, arrivata per le numerose sezioni artistiche presenti che avrebbero fatto perdere l’iniziale identità del Premio.
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