Niente sottosegretario «Al sisma penserà Conte»

L’AQUILA. Il premier Giuseppe Conte ha intenzione di mantenere su di sé la delega per la ricostruzione dell’Aquila colpita dal sisma del 2009 e delle zone del Centro Italia colpite dal disastroso...
L’AQUILA. Il premier Giuseppe Conte ha intenzione di mantenere su di sé la delega per la ricostruzione dell’Aquila colpita dal sisma del 2009 e delle zone del Centro Italia colpite dal disastroso terremoto dell’agosto del 2016 e del gennaio 2017. Lo ha raccontato ieri mattina Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, arrivato all’Aquila per il raduno “Ricordando il Battaglione Alpini L’Aquila”. Poche frasi, pronunciate all’interno della basilica di Collemaggio, prima dell’inizio della messa celebrata dall’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari. Alla domanda sulla preoccupazioni della popolazione per non aver ancora visto, nella lista del nuovo governo, la nomina del sottosegretario con la delega alla ricostruzione, Borrelli ha raccontato che il premier Conte vorrebbe trattenere la delega per sé. «Conte mi ha detto: “a che vi serve un sottosegretario? Ci sono io, potete chiedere a me”. E infatti già mercoledì o giovedì di questa settimana è fissato un incontro per capire cosa si potrà fare per accelerare la ricostruzione del Centro Italia».
Il tema della mancata delega specifica sulla ricostruzione è diventato un caso politico in Abruzzo, con accuse e prese di posizione che nelle ultime ore hanno visto alzare i toni del dibattito, soprattutto dal centrodestra, in testa il presidente della Regione Marco Marsilio e il sindaco Pierluigi Biondi, il quale ha annunciato di volerne parlare al capo dello Stato in persona, in occasione della sua odierna visita all’Aquila.
«Sono stato così tanto tempo in questa città in quei giorni drammatici, e poi dopo, che devo ammettere che è bello vedere L’Aquila andare avanti», ha detto poi Borrelli, in risposta a chi lo ringraziava per l’impegno sull’Aquila e sulle zone terremotate. Parole dette in privato mentre la chiesa si riempiva, concetti che Borrelli aveva però anticipato poco prima, nel corso della cerimonia ufficiale, davanti alle 7.000 penne nere e agli uomini della Protezione civile schierati a Collemaggio. «L’Aquila sia di esempio per la ricostruzione delle aree colpite dai più recenti disastri», aveva detto. «Vedere quel che è stato fatto in questa città ci rende fieri per lo straordinario lavoro dei volontari di tutta Italia in quei mesi». Per quanto riguarda le mille polemiche dell’emergenza, del dopo terremoto all’Aquila e dell’inizio ricostruzione post-2009, Angelo Borrelli ha le idee chiare e taglia corto. «La politica...». Oggi però il premier ci mette la faccia, quindi, e la sua scelta, cui dovranno seguire atti ufficiali, è certamente destinata a imprimere un segnale alla ricostruzione dell’Aquila e del Centro Italia.
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