Night bruciato, due arresti Fu una spedizione punitiva

8 Ottobre 2020

Indagati coinvolti nella maxi retata antidroga scattata tra Sora e la Valle Roveto Per gli inquirenti nel locale notturno di Roccavivi c’era stata una discussione

SAN VINCENZO VALLE ROVETO. Sono stati catturati i presunti responsabili dell’incendio che due anni fa devastò il night club di Roccavivi, frazione di San Vincenzo Valle Roveto. Si tratta di Luciano Tersigni, 26 anni, detto Ciano, e Marco De Silvio (34), detto Bullone, entrambi di Sora, città del Lazio a una manciata di chilometri da Balsorano. I due sono stati arrestati l’altro giorno nell’ambito della maxi operazione antidroga condotta dalla squadra mobile e dai finanzieri di Frosinone.
Blitz che ha portato all’arresto di 27 persone riconducibili a due gruppi criminali, uno legato a una famiglia di origine campane e l’altro capeggiato da pregiudicati ciociari, entrambi infiltrati nel tessuto economico e sociale della zona. Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, riciclaggio ed estorsione. Tersigni e De SIlvio dovranno rispondere anche di incendio doloso. Ai domiciliari è finito pure un marsicano. Secondo le accuse, Aurelio Di Francescantonio, pizzaiolo 45enne di San Vincenzo Valle Roveto, era affiliato con il gruppo criminale riconducibile alla famiglia campana stanziata a Sora dalla quale si riforniva della droga proveniente dai quartieri Scampia di Napoli e Bronx di San Giovanni a Teduccio, portata “a staffetta” dai corrieri, che smerciava sulla piazza di spaccio della Valle Roveto. Di Francescantonio, però, secondo gli investigatori è estraneo all’incendio doloso del locale notturno di Roccavivi. Secondo quanto ricostruito nel corso dell’attività d’indagine, il Millenium night club è stato dato alle fiamme da Tersigni e De Silvio, quest’ultimo ritenuto «il braccio armato più feroce della banda», nell’ambito della guerriglia esplosa tra le due fazioni malavitose, campana e locale, per il monopolio dello spaccio nel Sorano, nel Cassinate e nella confinante Valle Roveto. Gruppi criminali che sempre stando a quanto emerso nel corso dell’attività investigativa avevano sconfinato nella vicina Marsica e più in particolare nella vallata del Liri.
Per gli inquirenti, dietro la spedizione punitiva al night si nascondono dissapori o contrasti maturati, forse proprio all’interno del locale, tra alcuni componenti del gruppo criminale sorano e persone vicine ai gestori. Una vendetta criminale espressione della forza intimidatoria dell’organizzazione che stabiliva a tavolino chi bisognava punire e come. Per domare il vasto incendio, partito forse dal locale caldaia, fu necessario l’intervento di tre squadre dei vigili del fuoco arrivate in rinforzo anche dall’Aquila. Tendaggi, divani, complementi d’arredo e suppellettili del locale notturno presero fuoco causando danni per migliaia di euro. A lanciare l’allarme fu una dipendente poco prima dell’apertura. (f.d.m.)
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