«No a nuove colate di cemento sulle sponde del lago di Scanno»

La realizzazione di un villaggio sportivo nella zona preoccupa ambientalisti e alcune forze politiche: «Non siamo contrari al progetto ma temiamo scempi edilizi, meglio riconvertire gli edifici esistenti»
SCANNO. No a un progetto urbanistico che prevede nuove colate di cemento nei pressi delle sponde del lago. A Scanno c’è chi non sembra gradire la proposta della realizzazione di un villaggio sportivo nei pressi del bacino naturale da parte di un gruppo imprenditoriale cinese, che si è detto pronto ad investire nel centro montano per collaborare con la società che detiene la licenza italiana del marchio internazionale di Triathlon Cross XTerra e organizza eventi sportivi di grande richiamo a Scanno e in varie regioni d’Italia.
A temere lo scempio edilizio nei pressi del lago sono ambientalisti e alcune forze politiche, che non bocciano l’idea ma lanciano l’allarme cementificazione a tutela del paesaggio.
«Più che nuove edificazioni sul lago», commenta Amedeo Fusco, attuale capogruppo consiliare di opposizione ed ex vicesindaco e consigliere provinciale, «sarebbe opportuno pensare a una riconversione dell’esistente, tenuto conto delle migliaia di vani vuoti che ci sono tra Scanno e Villalago. È un’opportunità importante e irrinunciabile, da cogliere al volo, quella prospettata alla Regione dagli investitori cinesi, ma più che nuove colate di cemento sul lago – il gruppo politico della “Viè Nova” che oggi è in amministrazione e in passato si fece promotore di una petizione per bloccare finanche la riconversione dell’abitazione dello scrittore Colm Thomas – è forse meglio recuperare le strutture esistenti. Dal canto nostro, siamo pronti a sostenere l’iniziativa perché il territorio ha bisogno di investimenti. Non vogliamo che quello che successe a metà degli anni Ottanta con imprenditori americani, che volevano sviluppare il bacino di Passo Godi, si ripeta oggi».
Tre anni fa a far esplodere il rischio di una cementificazione incontrollata lungo le rive del lago di Scanno fu il progetto di costruzione di un piccolo complesso edilizio lungo le sponde del bacino da parte della Edil Gm, azienda romana che intendeva costruire tre ville, trasformando l’immobile che fino al 2012 era stata l’abitazione dello scrittore gallese. Contro la richiesta e la temuta colata di cemento sul lago furono raccolte oltre 600 firme per esprimere la contrarietà dei cittadini alla cessione dell’area. Contro il cemento sul lago anche il segretario del locale circolo del Partito democratico Cesidio Giansante: «Siamo favorevoli all’idea di coniugare sport e natura e quindi alla realizzazione di un progetto di valorizzazione e crescita del territorio, ma chiediamo fin da ora rispetto per un’area che esprime eccellenze naturalistiche che vanno tutelate e non mortificate per interessi economici». Il progetto è stato presentato l’altro giorno all’Aquila dall’assessore regionale Guido Quintino Liris, che ha assicurato che il villaggio sarà progettato secondo le più innovative tecnologie della bio-edilizia, per ridurre al minimo gli impatti negativi sull’ambiente.
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