«No ai ricoveri urgenti nelle cliniche private»

AVEZZANO. Dopo l’annuncio dell’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, pronto ad approvare un provvedimento affinché anche le cliniche private accolgano pazienti dal pronto soccorso dell’ospedale di...
AVEZZANO. Dopo l’annuncio dell’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, pronto ad approvare un provvedimento affinché anche le cliniche private accolgano pazienti dal pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, sulla vicenda interviene il comitato civico che difende l’ospedale di Tagliacozzo. La struttura sanitaria di Avezzano, infatti, spesso non ha posti letto sufficienti ad accogliere i pazienti che attualmente possono essere trasferiti soltanto in strutture pubbliche e spesso i malati marsicani finiscono all’Aquila o addirittura in altre province o fuori regione. Il comitato chiede che venga sfruttato di più l’ospedale di Tagliacozzo dove, però, attualmente non ci sono reparti per acuti, a parte le unità operative di cardiologia riabilitativa e riabilitazione. «Il presidio di Tagliacozzo», ha affermato la responsabile del comitato, Rita Tabacco, «prima dei famigerati tagli di reparti e servizi, accoglieva 120 posti letto. Attualmente, con una attenta disamine e oculata programmazione sugli spazi ora disponibili, potrebbe dare accoglienza a diversi altri pazienti, oltre a coloro che ormai vivono nella struttura ospedaliera. Del resto, le discutibili decisioni manageriali assunte allo scopo di convogliare ad Avezzano personale e pazienti stanno mostrando chiaramente i loro limiti di programmazione e di organizzazione sanitaria. L'uso delle strutture ospedaliere», hanno spiegato dal comitato, «con risultati efficienti senza attivare ulteriori costi che pesano sul budget sanitario, è il segno che lo Stato è a servizio dei più deboli. La sanità è il banco di prova di una regione e di un Paese. Il criterio di efficienza va coniugato con il principio di economicità dell'azione amministrativa. Tutto questo», ha aggiunto la Tabacco, «a servizio dell'uomo, e nel caso specifico del malato, che dovrebbe essere al centro della politica della salute».
ONCOLOGICI. Continua intanto la protesta dei malati oncologici costretti a trasferte verso L'Aquila per le terapie senza poter beneficiare dei rimborsi. L'iter legislativo per l'approvazione della legge in Regione è ancora in corso e i malati sono in attesa da anni. (p.g.)
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